Autore Topic: [LAGORAI] Cima Stradon 2338 - Cima Piccolo Colbricon 2509  (Letto 808 volte)

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Offline AGH

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Lungo il cengione sotto cima Stradon, strepitosa vista sui Laghi Colbricon

Dura ravanata come ai vecchi tempi fino al Piccolo Colbricon m 2509, quasi tutto fuori traccia, un macello tra l'erba alta, gli schianti, gli ontani e i rododendri. Sono zone che conosco molto bene, tuttavia stavolta decido di provare a salire Cima Stradon da sud, cioè dal canalone che si fa di solito in inverno con gli sci. Dal parcheggio al tornante sopra Paneveggio a quota 1650 raggiungo rapidamente per strada forestale malga Colbricon. Provo a salire ma l'intento di risalire il canalone invernale lo devo mettere ben presto in saccoccia, perché salire tra ontani, salti di roccia, erba alta piena di buchi e e alti rododendri si rivela subito velleitario.


Asini nei pressi di Malga Colbricon

Malga Colbricon

Risalita per la dorsale boscosa

Ripiego allora sul sentiero che va verso il Bivacco Buse dell'Oro, con l'idea di percorrere la dorsale boscosa che si fa l'inverno per salire al Piccolo Colbricon. A quota 1900 trovo un bivio dove c'è una evidente strada militare selciata, segnata anche da un ometto. Provo a seguirla per un po' ma poi si perde nella vegetazione folta. Salgo ancora alla meno peggio nel bosco, facendo giri tortuosi per evitare l'erba alta e la boscaglia, poi a quota 2100 circa esco dal bosco nel vallone aperto e provo a traversare verso est, sotto cima Stradon.


Salendo per il cengione tra i rododendri, bellissima vista verso le Pale

Trovo un altro tratto di strada militare selciata che arriva da chissà dove, provo a seguirla fin sotto dei roccioni dove si perde, o forse è terminata, c'è uno spiazzo che pare il posto di baraccamenti. A questo punto di tornare indietro non se ne parla, decido allora di seguire una vaga traccia che sale a filo dei roccioni, fino a diventare una stretta cengia con sotto un notevole salto nel vuoto.


Panorama verso Passo Valles

Eccomi sulla pietra sotto Cima Stradon

Vita verso Cima Bocche e Cima Juribrutto

Spunta Cima Colbricon

In compenso c'è una vista spettacolare sulla zona dei Laghi di Colbricon e le Pale sullo sfondo. Avanzo con circospezione, sperando che la cengia non si interrompa. Ho fortuna, superato un tratto quasi franato, poi il cengione spiana e diventa più largo. Dopo un traverso verso i dirupi, finalmente con una esile traccia guadagno il costone pietroso soprastante, proprio sotto al cima. Nella pietraia trovo vari rottami di guerra, il più interessante è un grosso scolapasta vicino a dei trinceramenti. La parete ora diventa verticale e quindi l'aggiro verso ovest per una dorsale pietrosa ricca di trinceramenti, fortificazioni, bunker.


Vari ritrovamenti di materiale bellico

Verso cima Stradon

Bunker

Mi affaccio verso le due Cime di Colbricon, a dx Cima Piccolo Colbricon che raggiungerò per lunghissima dorsale trincerata

Grosso bunker sotto cima Stradon

All'interno ci sono ancora le travature in legno!

Trinceramenti e baraccamenti lungo la dorsale di Cima Stradon

Dopo aver raggiunto cima Stradon 2328, sotto la quale trovo diversi bunker e fortificazioni, mi incammino per i lunghissimi trinceramenti a difesa del crinale fino alla cima del Piccolo Colbricon 2509, un punto straordinariamente panoramico sul Lagorai nord orientale e non solo. Sono proprio di fronte alle due cime di Colbricon orientale o occidentale: sulla prima c'erano gli austriaci, sulla seconda gli italiani, che si vedevano e si sparavano a poche centinaia di metri. Qui iniziò, essendo quasi impossibile l'avanzata su terreno aperto battuto dalle mitragliatrice, la tragica guerra di mine...


Dai pressi di cima Piccolo Colbricon, vista su Colbricon est e Colbricon ovest, in basso il piccolo specchio d'acqua alla forcella omonima

Vista verso Ceremana

Colbricon est con vista sui Laghi di Colbricon

Dopo una breve sosta per rifiatare riprendo la marcia, stavolta scendendo con percorso libero per le bellissime placche rocciose verso Buse dell'Oro, tra ruscelli gorgoglianti. Qui le vaghe tracce che si trovano qua e là si perdono negli acquitrini. Cerco di scendere per la mulattiera a filo delle rocce, con molte caverne di guerra, però la perdo varie volte, la discesa è insidiosa nell'erba alta disseminata di buche nascoste.


Scendendo verso Buse dell'Oro

Il grande catino sotto il Piccolo Colbricon  è disseminato di trinceramenti

Bunker a Buse dell'Oro

I meravigliosi paesaggi di Buse dell'Oro, al centro a dx il probabile basamento di una teleferica

Ho trovato più in basso anche il basamento di una probabile teleferica, chissà che tragitto faceva... Lungo il sentiero di rientro, trovo infine delle grandi scritte su una pietra, risalenti all'anno 1931. Rientro quindi alla malga Colbricon scavalcando parecchi schianti, per fortuna abbastanza isolati e perciò superabili senza troppe fatiche. Un gran bel giro esplorativo, molto faticoso per la natura del terreno piuttosto infido, ma con panorami impagabili. Dislivello di 900 m per 21 km di masochismo doc-


Rieccomi a Malga Colbricon

Il percorso

Offline bandurko

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Re:[LAGORAI] Cima Stradon 2338 - Cima Piccolo Colbricon 2509
« Risposta #1 il: 16/07/2020 19:55 »
Il giro e le foto come sempre meritano i complimenti. Andare in montagna da solo sicuramente consente di immergersi nell'ambiente e di farsi coinvolgere totalmente. Personalmente non mi sono mai addentrato in luoghi così aspri ma a volte  facendo un escursione solitaria mi è capitato comunque di provare un fondo di inquietudine. Mi chiedo se a te, che hai raggiunto, nel Lagorai, i luoghi più isolati, non capiti mai di percepirlo durante le escursioni.

Offline kobang

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Re:[LAGORAI] Cima Stradon 2338 - Cima Piccolo Colbricon 2509
« Risposta #2 il: 16/07/2020 21:56 »
Belle zone "selvatiche" e bel percorso,come tua abitudine!

Offline AGH

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Re:[LAGORAI] Cima Stradon 2338 - Cima Piccolo Colbricon 2509
« Risposta #3 il: 17/07/2020 07:56 »
Personalmente non mi sono mai addentrato in luoghi così aspri ma a volte  facendo un escursione solitaria mi è capitato comunque di provare un fondo di inquietudine. Mi chiedo se a te, che hai raggiunto, nel Lagorai, i luoghi più isolati, non capiti mai di percepirlo durante le escursioni.

ormai sono così tanti anni che vado, che mi trovo sempre perfettamente a mio agio :). Anzi mi capita più spesso l'inquietitudine quando coinvolgo qualcun altro che magari è meno pratico, mentre se sono da solo devo badare solo a me stesso e sono tranquillo. Chiaramente qualche inquietitudine può capitare quando devo affrontare tratti difficili, totalmente ignoti, l'essere da soli in posti totalmente fuori mano non è il massimo se succede qualcosa... Cerco comunque di non superare i miei limiti, in 40 anni che vado non ho mai (tocchiamo ferro) avuto incidenti, quindi credo di essere abbastanza prudente. Poi sappiamo tutti che la montagna è un luogo potenzialmente pericoloso e a volta basta un niente per avere un incidente, ma in questo sono abbastanza fatalista...