GIM - Girovagando in Montagna in Trentino
ESCURSIONI IN MONTAGNA => Trentino Orientale => Escursioni estive in Trentino => Lagorai - Cima D'Asta - Rava => Topic aperto da: AGH - 09/08/2014 11:18
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Il paradiso è qui: Lago Moregna con Cima Cece sullo sfondo
Prosegue la mia esplorazione di cime sconosciute nel Lagorai sui sentieri della Grande Guerra. Anche stavolta una escursione “alla selvaggia”, ovvero su terreno ignoto e in buona parte fuori sentiero. Mèta: Cima di Valmaggiore 2479 e, se gliela fo, Cima Moregna 2517. E’ sempre meraviglioso andare dove non c’è nessuno. Da Malga Valmaggiore parto verso forcella Valmaggiore. Il clima è bello fresco e si sale bene.
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Malga Valmaggiore
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I laghetti prima della rampa che conduce alla forcella Valmaggiore dove c'è il bivacco Paolo e Nicola
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Alta Valmaggiore, a sx il Dos Caligher, sullo sfondo il Latemar
C’è il solito scenario incantevole coi laghetti nella piana e i cavalli al pascolo prima della rampa finale al Bivacco Paolo e Nicola 2180. Qui cerco di capire quale sia la via di salita migliore del versante est di Cima Valmaggiore che si presenta tutt’altro che invitante. C’è un gran canalone ripido che si impenna in prossimità della cresta e che pare abbastanza proibitivo. Sembra di intravedere verso sudest delle possibili via di salita tra roccette e costoni ripidi.
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Il versante est di Cima Valmaggiore visto dalla forcella omonima
Un gruppo di chiassosi veneti arriva al bivacco ed ha tutta l’aria di volerci passarci la notte, accendono il fuoco e si mettono a spaccare legna. Un incubo. Per fortuna io riparto subito: in prossimità del bivacco c’è una grossa freccia rossa su un sasso. Rimonto un dosso con trincee quindi la traccia si perde tra pietraie. Tra i resti di baracche si intravede una vecchia strada militare provenire da nord che però si esaurisce nei pressi di un trincerone.
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Resti di postazioni austriache sopra forcella Valmaggiore: al centro si distingue la stufa col cumulo di mattoni
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Il mio percorso di salita
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Bunker tra le rocce
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Vista sul Sass Maor e M. Tabio a dx
Salgo quindi “a panza”, cercando di indovinare tra le pietraie dove potrebbe salire la vaga traccia che appare e scompare più volte. Raggiungo una spalla terrosa a SE dove vi sono notevoli resti di baraccamenti, con la solita “ferramenta” sparsa ovunque, lamiere e scatolamente vario, schegge, pezzi di ferro. In una baracca si distinguono ancora bene i resti di una stufa con il cumulo di mattoni. Centro metri sopra alla base delle rocce individuo uno “stòl” (caverna) di guerra, che raggiungo arrampicandomi brevemente su delle roccette. C’è ancora l’entrata con le palificazioni in legno: la caverna non è grande, ingombra di travi marce e con un affaccio di osservazione attraverso una feritoia rivolta a sud, dove si domina tutta la lunga dorsale di Cima Paradisi.
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Lo stòl (caverna) sul fianco est di Cima Valmaggiore
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I resti di un misero pasto; proiettile ancora integro di fucile italiano Carcano 91
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Vista sulla dorsale di Cima Paradisi (a dx)
Sul versante non c’è un cane rognoso, vedo solo dei “puntini” dall’alto giù al bivacco, ormai “silenziati” dalla distanza. Risalgo ora faticosamente tutto il ghiaione scivoloso fino quasi in cima: arrivato fin quasi sotto la base delle rocce, devio decisamente verso sud con un traverso un po’ rognoso, rimontando delle roccette e con alcuni tratti esposti dove è meglio tenersi e non scivolare altrimenti ciao. Con altri traversi più brevi e salendo a zig zag per i canalini meno ostici punto a raggiungere delle fortificazioni sulla anticima a sud, sperando che poi sia praticabile per raggiungere la cima. Raggiungo le trincee e una grande fossa ingombra di macerie che doveva essere un rifugio.
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Eccomi sulla spalla sud, sullo sfondo la cima di Valmaggiore
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Vista verso ovest, con il Coltorondo che svetta all'orizzonte
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Dall'anticima sud verso la dorsale di CIma Paradisi e Cima d'Asta
La vista è giù magnifica verso il Vanoi, Cima d’Asta e verso ovest sulla piramide ardita del Coltorondo che domina il paesaggio. Percorro ora il crinale, per fortuna camminabile, e con un ultimo strappo raggiungo la vetta di Cima Valmaggiore 2479, una dorsale pianeggiante molto bella e ultrapanoramica percorsa da trincee. In una di queste quasi pesto una viperella che si riscaldava al sole, non è così frequente trovare vipere a questa quota.
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Viperella a quota 2500, mica male! :)
Raggiungo dei cocuzzoli e mi dirigo verso ovest per dare un’occhiata alla discesa, che non conosco. Sembra bella rognosetta. Mi fermo per mangiare qualcosa in una invitante piazzola erbosa. All’orizzonte guardo il Coltorondo (http://girovagandoinmontagna.com/forums/index.php/topic,6911.msg92171.html#msg92171), che ho fatto di recente, e Cima Moregna che è ripida ma non pare difficile, salvo per un “salto” di roccia poco prima della cima.
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Vista sulla Marmolada
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Coltorondo a sx, cima Moregna a dx
Dopo pranzo mi affaccio sul versante ovest che appare niente affatto banale da scendere: un versante di roccette e sfasciumi dove bisogna prestare molta attenzione. Non ci sono precipizi ma cadere giù per quei ripidi costoni rocciosi vuol dire massacrarsi. Seguo delle tracce e qualche ometto che ben presto spariscono, quindi scendo a panza, come al solito, con prudenza e cercando di evitare i tratti più esposti.
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La discesa dal versante ovest di Cima Valmaggiore: a parte qualche vaga e breve traccia verso la cima, il resto della discesa bisogna inventarselo...
Osservo la vicina cima Valbona, appare salibile ma decido di saltarla via per tentare Cima Moregna, anche se appare orribilmente lontana. Con molta attenzione e calma scendo il versante ovest di Cima Valmaggiore, intercetto il sentiero 349 e salgo fino a Forcella Moregna 2397. Breve sosta e riparto all’attacco del ripido costone erboso sud di Cima Moregna.
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Da Forcella Moregna verso il Lago Brutto
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La vetta di Cima Moregna
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Zoomata sul Sass Maor
Arrivo al salto roccioso, provo ad aggirarlo verso ovest trovando un angusto passaggio dove bisogna calarsi per 4-5 metri in un canalino un po’ esposto ma per fortuna ben appigliato. Superato questo ostacolo guadagno facilmente la vetta di Cima Moregna 2517, con spettacolari panorami a 360 gradi. Di fronte a sud il severo Coltorondo percorso da trincee, verso est il massiccio di Cima Cece, dietro le Pale col colosso del Sass Maor che svetta all’orizzonte. A ovest due laghi meravigliosi, Lago Brutto e Lago delle Trote, a nord lo spettacolo della conca con il Lago Moregna. Sono in paradiso! :)
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In vetta a Cima Moregna col crinale appena percorso; da sx Cima d'Asta, Coltorondo, Col S. Giovanni (al centro), Cauriol, Cardinal, Busa Alta
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Lago Brutto e Lago delle Trote
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Sua maestà il Sass Maor
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Cima d'Asta sullo sfondo e Coltorondo in primo piano
Dopo breve pausa tocca affrontare l’ultima rogna, la discesa per l’ignoto versante ovest, che è una cresta molto affilata dalla cima che si allarga più in basso. Aggiro le rocce e scendo per sfasciumi fino a un ometto, poi traverso con attenzione dei canalini ghiaiosi ricongiungendomi a valle con la cresta che diventa finalmente una facile e panoramica dorsale che seguo fino a intercettare il sentiero 339 verso Malga Moregna. Un ultimo sguardo verso la cima appena discesa, sembra quasi impossibile che fossi lassù, più lontano il profilo severo di Cima Cece, in basso il Lago Moregna, che spettacolo di posti!!!
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Coltorondo
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Lago Moregna dalla dorsale ovest di Cima Moregna
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Da Cima Moregna, da sx: Cima Cece, cima Valmaggiore, Cima Valbona
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In fondo alla discesa di Cima Moregna: il Lago Moregna e sullo sfondo Cima Cece
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Strada militare, da qui a quota 2171 abbandono il sentiero 339 per seguire una traccia verso il Bosco dei Cervi
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Cima Cece a sx, Cima Valmaggiore a dx
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Cima Moregna con la lunga dorsale NO percorsa
A quota 2171, anziché scendere verso la malga, decido di andare a esplorare delle tracce che scendono verso il “Bosco dei Cervi”. Abbandono il sentiero ufficiale e mi avventuro per l’esile traccia tra meravigliose radure tra i cirmoli e specchi d’acqua (roba da tenda!). Ogni mappa delle tre che ho con me (Kompass, Trekkart, Geografica) dà una versione diversa delle tracce, ma poi ne trovo una sorpendentemente segnata con delle grosse paline.
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Cima Cece scendendo verso il Bosco dei Cervi
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Bosco dei cervi
Devo stare attento a non perdere il rientro verso Valmaggiore altrimenti poi son dolori. Scendo per un bellissimo bosco di grandi cirmoli e con molte zone aquitrinose. Confido che, a logica, non ha molto senso un sentiero che scende per fermarsi a metà strada, come parrebbe dalle carte. Infatti la indovino: trovo con sorpresa segni freschi sugli alberi, sembra un nuovo sentiero con tanto di segni bianco/rosso. Arrivato in una grande radura (disbosco) con un piccolo laghetto, trovo una tabella per Valmaggiore.
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Arrivati al laghetto bisogna piegare decisamente a est; ci sono addirittura i segni bianco/rosso, anche se non risulta nessun sentiero ufficiale
Il sentiero piega decisamente verso est quindi gira a nord calando gradualmente di quota fino a raccordarsi con la strada militare/sentiero 339, che sale da Malga Val Maggiore, che raggiungo con una mezzoretta di cammino, rientrando così “nella civiltà” dopo aver camminato da solo quasi tutto il giorno, in posti dove, a parte una vipera e un’aquila vista da lontano, non ho incontrato nessuno!
Sviluppo 16 km, disl. 1200.
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Il percorso
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Bravo Agh ottima ravanata ;) ti inventi i sentieri e riesci sempre ad uscirne ;D I posti li conosco pochissimo, col tempo passerò anche io in quella parte del Lagorai
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Semplicemente perfetto: storia, ambiente, panorami, ravanata, meteo, racconto e foto. Bravo davvero :)
P.S. Sei stato fortunato a trovare una bella viperella, io quest'anno niente :P (forse giro in posti troppo frequentati ;))
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Bravo Agh ottima ravanata ;) ti inventi i sentieri e riesci sempre ad uscirne ;D I posti li conosco pochissimo, col tempo passerò anche io in quella parte del Lagorai
uno come te non può non ravanare in Lagorai!!! :)
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Semplicemente perfetto: storia, ambiente, panorami, ravanata, meteo, racconto e foto. Bravo davvero :)
P.S. Sei stato fortunato a trovare una bella viperella, io quest'anno niente :P (forse giro in posti troppo frequentati ;))
vista un'altra ieri in val di Fumo, ma è scappata a gambe levate :)
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I resti di un misero pasto...
...non esistevano scatolette con apertura a strappo nel 1915 ! 8)
E' il pranzo di qualche baluba dei giorni nostri, che gli vada di traverso ! >:(
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...non esistevano scatolette con apertura a strappo nel 1915 ! 8)
E' il pranzo di qualche baluba dei giorni nostri, che gli vada di traverso ! >:(
ma non è strappo, si apriva con la chiavetta arrotolando il coperchio...
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ma non è strappo, si apriva con la chiavetta arrotolando il coperchio...
no vecio, quelle con la chiavetta, a memoria, aprivano il coperchio intero: questa è evidente che ha il coperchio di spessore diverso, l'apertura è simmetrica... 8)
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Tonno Nostromo? ;D
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... rientrando così “nella civiltà” dopo aver camminato da solo quasi tutto il giorno, in posti dove, a parte una vipera e un’aquila vista da lontano, non ho incontrato nessuno!
Bellissimi posti anche questi!! Ci aveva incuriosito un tuo giro fatto a giugno (a Cima Bocche ) percorrendo poi la Val Miniera e così ieri dal lago di Juribrutto siamo saliti alla Forcella e tornati da quella parte, passando tra le trincee e postazioni di guerra. Un itinerario che ci è piaciuto molto, il meteo non era granchè ma perlomeno non abbiamo preso acqua... :)
Salendo da malga Vallazza abbiamo visto anche noi un'aquila volteggiare per un bel pò sopra il Castellaz, incontrato un bel camoscio, una viperotta e pure un'altra biscia non identificata... molto rare le persone, qualcuna al laghetto e 4/5 al bivacco Juribrutto...da lì più nessuno fino al rientro alla Vallazza.
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Tonno Nostromo? ;D
Non credo proprio, caso mai Unsermann Thunfisch ;D
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Due anni fa salii alla c. Valmaggiore dalla forcella omonima. Fino al grande catino sotto le creste (sulla sx salendo ci sono i baraccamenti) feci il tuo stesso percorso. Poi piegammo a nord sul pendio erboso alla base delle rocce (si vede bene nella foto dove hai segnato la tua salita). Girando attorno alla montagna arrivammo ad un canalino di roccette e sassi che percorremmo fino ad una bella forcelletta di cresta, alla quale devi per forza essere giunto anche tu. Da lì in avanti tutto semplice.
Confermo che la discesa, facile nella prima parte, diventa in seguito parecchio ostica. Arrivato sul sentiero, tirai un sospirone.
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Sia la salita che la discesa sono abbastanza rognose. Niente di terribile ma bisogna stare molto attenti. Francamente non le consiglierei, salvo ai soliti quattro masochisti :-)
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Per la salita a Valmaggiore ci siamo più o meno capiti, in discesa invece dovevi rimanere più a sinistra, era molto più agevole
(http://i1.minus.com/ibfzwbOa953vxj.png)
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Per la salita a Valmaggiore ci siamo più o meno capiti, in discesa invece dovevi rimanere più a sinistra, era molto più agevole
col senno di poi... :) Mi sono lasciato fuorviare dalla traccia e da qualche ometto, e da un sms di qualcuno che ha scritto, testuale (copio e incollo) "per scendere rimani sul lato di destra". Volevi farmi fuori, ma ti è andata male anche stavolta :))))
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Immediatamente rettificato, per giunta :)
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Buona sera a tutti
Per gli ignoranti distanti :o è possibile sapere il numero dei sentieri SAT che hai percorso.
Grazie
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è possibile sapere il numero dei sentieri SAT che hai percorso.
Ciao Vittorio, Agh è allergico ai sentieri segnati :). I suoi sono ravanaggi puri e non sono numerati :P
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Buona sera a tutti
Per gli ignoranti distanti :o è possibile sapere il numero dei sentieri SAT che hai percorso.
Grazie
vittorio, salita e discesa dalle cime di Valmaggiore e Cima Moregna non hanno sentieri. L'avvicinamento invece sì: 335, 349
http://maps.kompass.at/?expanded=false#lat=46.26284495822092&lon=11.649049607696487&z=15&s=KOMPASS (http://maps.kompass.at/?expanded=false#lat=46.26284495822092&lon=11.649049607696487&z=15&s=KOMPASS) Touristik
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Per la salita a Valmaggiore ci siamo più o meno capiti, in discesa invece dovevi rimanere più a sinistra, era molto più agevole
(http://i1.minus.com/ibfzwbOa953vxj.png)
stesso tragitto che feci io e il mio vecchio anni or sono in salita perö :)
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...non esistevano scatolette con apertura a strappo nel 1915 ! 8)
E' il pranzo di qualche baluba dei giorni nostri, che gli vada di traverso ! >:(
esistevano eccome...credi a chi ne ha raccolte a tonnellate....magari se l admin lo permette posto una foto degli esemplari piü belli raccolti in tutti questi anni ;)
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ecco le scatolette raccolte sul fronte che va dallo stelvio fino al confine con la slovenia
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altre di sardine