Autore Topic: [LAGORAI] Pizzo Alto 2264 e Monte del Lago 2327 - sui sentieri della Grande Guerra  (Letto 6180 volte)

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Offline AGH

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Lago di Erdemolo

Visto il tempo incerto di domenica 7 settembre 2014, decido per un giro vicino, la meta è il Pizzo Alto 2264, sopra il Lago Erdemolo. Ci sono passato tante volte vicino, senza mai salirlo. Parcheggio nel piazzale a valle di Frotten, a 1350 metri di quota per evitare il taglieggiamento dei 6 euro del parcheggio più in alto. La giornata sembra splendida. La carta Kompass è sbagliata, il sentiero corre sulla dx orografica e non sulla sx, comunque dalla piazzola dell’elicottero al tornante basta seguire i cartelli e non ci sono problemi. Una bella stradella nel bosco dopo un lungo traversone sbuca nei pressi di Maso Erdemolo  1707. Di qui col solito sentiero 325 arrivo fino al Lago d Erdemolo 2024, dove sopravvive ancora un consistente nevaio che farà probabilmente “il giro”, ovvero arriverà indenne fino al prossimo inverno. Il rifugio è tristemente chiuso, come da alcuni anni a questa parte. Incredibile per un posto così bello.


Lago di Erdemolo col nevaio sopravvissuto dall'inverno scorso

Dalla forcelletta sopra al rifugio prendo brevemente il sentiero 324 che abbandono quasi subito per seguire una traccia che guadagna la dorsale, con bellissima vista sulla sottostante Valcava, verso passo Portella e l’imponente massiccio del Gronlait 2383a ovest e dell’Hoabonti a est. Bella anche la vista dall’alto sul Lago di Erdemolo e, dietro, di Cima Sette Selle 2396 che domina il paesaggio.


Hoabonti e Gronlait, nel mezzo Passo Portella


Forcella del Lago


Dorsale Monte Cola (sx) - Hoabonti

La dorsale non presenta difficoltà, inizialmente è piuttosto larga e poi si assottiglia verso a cima: una buona traccia porta verso la vetta con qualche breve tratto leggermente esposto. Dalla Cima del Pizzo Alto 2264 si domina la Forcella del Lago 2213, con evidenti tracce di trinceramenti della Grande Guerra. A questo punto sono in dubbio se tornare a valle, esplorando la zona del M. Stocher 1981 ma, visto che il tempo sembra tenere, decido di puntate verso Cima Sette Selle 2396.


Trinceramenti della Grande Guerra sotto Monte del Lago


Trincerone con vista su Hoabonti e Gronlait


Trincee sul Monte del Lago versante sud


Vista su Sette Laghi e Hoabonti

Memore dei trinceramenti osservati sulle foto satellitari di Bing, abbandono il sentiero per andare a ravanare poco sotto il Monte del Lago 2327: ed eccoli, i grandi trinceramenti che si affacciano verso i Settelaghi e la dorsale del M. Cola 2262. Alcuni sono stati “ripristinati” in seguito ad un progetto di qualche anno fa che ha ottenuto dei finanziamenti europei. Tuttavia il risultato, come osservato in altre zone (Fravort), non mi convince del tutto: poche segnalazioni, troppe tabelle rotte, trincee rimesse in piedi sommariamente e sbrigativamente, in alcuni casi i trinceramenti profondi appena mezzo metro sembrano piuttosto improbabili come riparo. Peccato, forse il tutto poteva essere valorizzato un po’ meglio.


Trincee sul Monte del Lago affacciate sulla dorsale del Monte Cola


Ancora trinceramenti sotto il Monte del Lago


Trincea ripristinata... mah

Proseguo per il crinale mentre grandi nebbioni si stanno alzando velocemente da sud: sono molto scenografici ma temo che la bella giornata di sole non duri ancora a lungo. Dopo una breve sosta al sole per il rifocillamento prima che il cielo si annuvoli del tutto, riprendo il sentiero 343/E5 che per tratti leggermente esposti percorre i ripidi crinali per poi aggirare Cima di Cavè 2296 sul fianco est.


I ripidi versanti del sentiero verso il rif. Setteselle


Verso Cima Cavé

Alla forcelletta, dentro una caverna di guerra, vedo un piccolo camoscio morto adagiato su un fianco :( Chissà cosa gli è successo... Non si vedono ferite. Faccio qualche foto per fare la segnalazione alla Forestale. Calo quindi rapidamente a Forcella Conella 2198, anch’essa abbondantemente trincerata.


La caverna presso Forcella Cavè, col piccolo camoscio morto
g
Trinceramenti a Forcella Conella

Le cime di Sasso Rotto e Sette Selle sono ormai avvolte dalla nuvolaglie, inutile salire: abbandono il sentiero e scendo fuori traccia per il magnifico vallone verso l’Hoamonder. Incuriosito da questa modesta elevazione isolata, decido di salire alla evidente croce a quota 2157.


Verso la cima secondaria dell'Hoamonder a quota 2157


Nuvolaglie avanzano da su avvolgendo Cima Cavé


La magnifica vallata che scende da Forcella Conella verso l'Hoamonder


Spiraglio di sole su Cima Sette Selle e Sasso Rotto

Neanche a farlo apposta, esce il sole sul Sette Selle, ma dura poco: tutt’intorno nuvoloni minacciosi si addensano sulle cime. Riprendo il cammino per affrettarmi verso valle, intercetto il sentiero 324 che corre più in basso e calo fino a Indertol, un bel po’ sotto il rif. Sette Selle. Quindi col 343B raggiungo la forestale che mi riporta a Frotten, e di qui per sentiero fin giù alla macchina, senza aver preso una goccia d’acqua :).


Le nuvolaglie avanzano minacciose, batto in ritirata!


La valletta che percorro per riprendere il sentiero 324 per tornare verso valle

Mi fa uno strano effetto rientrare un bel po’ prima che faccia buio :). Bel giro ultra panoramico, da fare possibilmente con bel tempo stabile.
Dislivello circa 1200, sviluppo 18 km.


Il percorso
« Ultima modifica: 11/10/2015 19:33 da AGH »

Offline fililu

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Bel giro e bellissime foto come sempre. Grazie per la descrizione dettagliata.

Offline trabuccone

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Bravo Agh!  :) Bell'anello! I prati devono ancora imbrunirsi, sembrano nel pieno dell'estate (tanto pioggia proprio). Posti noti ma sempre suggestivi, ci tornerò ad ottobre  :) Foto sempre spettacolari!
per sempre oppressi da desiderio e ambizione c'e' una fame non ancora soddisfatta,
i nostri occhi stanchi ancora vagano all'orizzonte sebbene abbiamo percorso questa strada così tante volte

Offline Pistacchio

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Se dovessi farlo io opterei per la discesa invernale, ovvero circa dove hai scattato la foto prendi vagamente (bisogna essere precisi!) a sinistra ed arrivi poco a monte della miniera. Certo potrebbe essere ravanoso ma interessante.