Autore Topic: [LAGORAI - CIMA D'ASTA] Escursione alla zona dei Pieroni e Cima Lasteolo  (Letto 4344 volte)

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passopasso

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Ciao.

Posto, per chi fosse interessato, il resoconto di una bella escursione da me personalmente affrontata la scorsa estate, ma, nevicate a parte, godibilissima anche in autunno.
Si tratta di una camminata medio-lunga ad anello nel settore centrale del Lagorai, per un buon tratto su tracce (eufemismo  ;D).
Si parte dal parcheggio a quota 1400 m raggiungibile con sterrata da Masi di Cavalese. Da lì si sale, a volte con considerevole pendenza, fino ad una piana in prossimità di malga Fraton, a 1730m. Dalla piana bella visuale sulla cascata che scende dal lago.
Si prosegue per strada militare (segnavia 316), lastricata a pietroni dunque, fino al lago Lagorai (1870 m). Per la stradina pianeggiante si arriva alla malga Lagorai. Si torna indietro per la sponda opposta seguendo il segnavia 319 che punta alla forcella Cadinello; a quota 2080 m circa si prende a destra (bivio segnalato  :o) una traccia che ben presto si perde. Ci si alza progressivamente sotto dei roccioni con cascatelle, per poi proseguire liberamente (non ci sono tracce, se non pochi ometti distantissimi l'uno dall'altro) fra l’erba ed i massi affioranti.
La carta Kompass indica il bivacco Pieroni a circa 2200 m  ::), ma in realtà si tratta di muri perimetrali di un vecchio baito con tetto sfondato ed invaso dall’erba, dunque di nessuna utilità.
Mantenendo la destra orografica si risale il vallone, che dalla metà in su si incassa sempre più profondamente, con salti rocciosi a volte anche di decine di metri. Camminando in libertà sui gradoni e i cespi radi si arriva all'appartato laghetto dei Pieroni (2450 m).
Consigliabilissimo avventurarsi su per le fortificazioni del Cimon di Lasteolo (2560 m), una vera e propria cittadella in quota, costituita da camminamenti, baracche (quel che ne resta), gallerie e suggestive scalinate costruite dagli austro-ungarici nella prima guerra mondiale.
Da qui, allungando il percorso di circa un’ora (andata e ritorno), si può arrivare, con minimo saliscendi, fino alla sella sotto cima Litegosa, a 2500 m circa. Dal valico (attenzione, non il passo vero e proprio, che rimane circa 250 m più in basso verso nord) grandioso panorama sul Cauriol, Pale di S. Martino e Cima d’Asta.
Il rientro avviene per il segnavia 321, ad ampio  semicerchio sopra la zona dei Pieroni (impressionante il mare di rocce levigate, invisibili dal basso), toccando le forcelle dei Pieroni e delle Sute.
La cresta che da est a ovest scende dalla cima delle Sute è valicata con un ardito camminamento di guerra, un salto di una quindicina di metri a gradini di pietra pressoché verticale ed esposto sulla pietraia sottostante.
In discesa si arriva nei pressi della forcella Lagorai, e, per il segnavia 316, ai laghetti di Lagorai 2280m. Da qui si ritorna con comodo sentiero fra prati e rocce fino al lago Lagorai.

Ho completato il percorso in poco più di sette ore di cammino.
Il senso orario dell’anello è più comodo per risalire il vallone dei Pieroni, che, come ho detto, presenta dei precipizi. Fatto in discesa qualche problema di orientamento lo potrebbe dare, mentre la linea di salita, per quanto non segnata, è sempre comprensibile e facilmente individuabile.

L’escursione non presenta difficoltà, tranne il cambio di versante sotto la cima delle Sute. Lì sono davvero necessarie fermezza di piede ed assenza di vertigini. Se si ha un poco di dimestichezza con l’arrampicata tutto aiuta a scendere con più tranquillità. Meglio sarebbe salirla, la scala, ma fra questa difficoltà e scendere il vallone senza riferimenti meglio i gradini.

Per il resto l’itinerario si svolge in ambienti grandiosi, grandemente suggestivi e praticamente deserti (ho incontrato solo una coppia di mezza età che saliva ai laghetti sotto l’acquazzone  :o). Il percorso in quota è quello della translagorai, dunque da provare  ;).

A presto.





« Ultima modifica: 21/10/2008 15:23 da Claudia »

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Cima Litegosa

Bravo passo! Gram bel giro! Io ho fatto lo stesso percorso quasi identico ma inverso, salendo cioè prima a Cima Litegosa, poi scendendo al Pieroni, indi fino al Lago di Lagorai e rientro dalla forcella cadinello...
Posti selvaggissimi e spettacolari :)


Lago Lagorai dal sentiero che sale a Forcella Cadinello
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passopasso

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Citazione
Posti selvaggissimi e spettacolari :)

E, aggiungo, spesso inquietanti per via delle nuvole che quasi sempre vi si addensano.

Nel 2004, durante la translagorai, fummo sorpresi da un terrificante temporale pomeridiano sulla cresta fra il Lasteolo e la Litegosa.
Un'ora e un quarto accovacciati sotto la grandine (eh già, neanche un buco dove ripararsi ...) con tuoni che sembravano esploderci sotto il sedere.
[A proposito, leggevo il topic sui fulmini: quello che abbiamo fatto noi, in assenza di ripari ed in piena cresta è stato perdere un po' di quota, riporre i bastoni nello zaino e sederci sui talloni affinché la mantella arrivasse a terra. Ovviamente distanziandoci reciprocamente di una cinquantina di metri l'uno dall'altro per scongiurare l'effetto gregge, pregando ognuno che il fulmine incenerisse uno degli altri due.  ;D ;D ;D]
Alla fine era tutto bianco di grandine, ed i valloni sottostanti, che prima erano asciutti, erano percorsi da decine di piccoli torrenti impetuosi.
Mai avuto tanta strizza. Tant'è che poi siamo andati via leggerissimi fino al passo Sadole sotto un bel sole  :o, sollevati dallo scampato pericolo.
E invece scendendo dal Sadole al Cauriol siamo stati letteralmente investiti da un secondo temporale (perché uno non bastava eh ...  ::)). Siccome cominciava a scurire abbiamo deciso di scendere comunque (senza correre, mi raccomando, che andare veloci aumenta la possibilità di fare da bersaglio), dandoci la solita cinquantina di metri ed augurandoci etc. etc. come sopra  ;D).
Da allora ho realizzato il significato di "rifugio". Arrivare al Sadole con i gestori che ci aspettavano, vederne in lontananza le luci mentre l'oscurità cominciava a mangiarsi i contorni degli alberi ... beh, credetemi, mi sentivo Frodo fuori dalle miniere di Moria.  ;D

Offline AGH

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temporali in testa me ne sono beccati parecchi, ma solo una volta me la sono vista brutta. E' accaduto qualche anno fa sul monte Cola, lagorai, quando siamo stati sorpresi da un temporale che si era nascosto dietro un crinale. Appena sbucati in cresta abbiamo visto con orrore una nuvolaglia nera che ci veniva addosso. Dopo soli 10 minuti, poco sotto la cima, è iniziata una serie di "botti" paurosi :)

Non abbiamo potuto far altro che scendere un po' sul costone ed accucciarci a terra, pregando in silenzio :)

Dopo circa 15 minuti, quando il temporale sembrava essersi allontanato, mi sono accorto che inidcando col braccio una cima si sentiva uno strano ronzio...

Abbassavo il braccio e il ronzio cessava, alzavo il braccio e il rozio si sentiva più forte. L'aria era ancora satura di elettricità! Poco lontano rimbombavano ancora le saette coi loro schianti: siamo scesi ancora di quota, con le chiappe del culo ben strette :D
« Ultima modifica: 31/08/2007 20:22 da AGH »
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