Panorama da Cima Rocca Piana sulla Val d'AdigeQuasi ci facevamo fregare da Meteotrentino, che dava previsioni poco incoraggianti, ma visto il buon tempo domenica abbiamo imbastito al volo "un giro di emergenza", che poi nella realtà si è rivelato al di sopra della aspettative: Monte Rocca Piana, la più alta vetta delle Cime di Vigo.
Ero già salito su questa cima qualche anno fa da Malga Kraun, ed era stato un calvario per via della neve alta anche 2 metri nei valloncelli, che aveva reso la salita penosissima tra i mughi.
Stavolta siamo saliti a Monte con la funivia, quindi per
stradella in direzioen di Malga Kraun, fino al bivio col
sentiero 504, che si stacca sulla sinistra per
Baito Aiseli e diventa subito parecchio ripido inerpicandosi fin sotto ad una parete rocciosa verticale che viene aggirata sul lato sud. Il sentiero è molto bello, sale ripido a zig zag con begli squarci sulla Val d'Adige. Superata la barriera rocciosa il sentiero spiana e arriva alla piccola radura dove c'è
Baito Aiseli, sempre aperto ma piuttosto malmesso. Il sentiero riprende, molto bello, traversando una faggeta e quindi alzandosi decisamente di quota traversando costoni con grandi esemplari di pino silvestre.
Arriviamo a un piccolo poggio, dove è stata realizzata una piazzola per l'elicottero, qui il sentiero cambia direzione e con un lungo e bel traverso pressoché pianeggiante, con qualche breve tratto attrezzato con cordino su alcuni tratti un po' esposti, si dirige verso Malga Bodrina. Begli scorci sul Brenta innevato (quanta neve in quota!). Ci infiliamo in una valletta e iniziamo a pestolare la neve, fino a sbucare nel pascolo di
Malga Bodrina, con GRANDIOSA vista sulla Val di Non, veramente spettacolare.
Di qui prendiamo una stradella forestale, a un tornante si stacca il sentiero (coi segni bianco/rossi ma senza indicazioni) che diventa un
lungo traversone tra alti mughi fino alla cima. Panorama davvero spettacolare a 360° dalla vetta. Alla faccia del meteo, la vista è buona anche se c'è foschia e velature alte. Rientriamo calando rapidamente per il r
ipido sentiero 518 a Malga Kraun, dove facciamo una brevissima digresssione per andare a vedere i resti del
monumento vegetale del "candelabro", un colossale abete bianco plurisecolare. Quindi rientriamo a Monte che è già praticamente buio pesto, dove ci strafoghiamo di tortelli all'Albergo ai Spiazzi
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