Autore Topic: [CEVEDALE] Osando l'inosabile: traversata Cima Cavaion 3120 - Vegaia 2890  (Letto 10057 volte)

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Scendendo dal Cavaion, sullo sfondo il Monte Vioz

Dopo annosi vagheggiamenti sulle cartine riesco finalmente a programmare l’ipotizzata traversata Cima Cavaion 3120 - Cima Vegaia 2890. Una entusiasmante traversata (nell’immaginario) sul filo dei 3000 metri toccando una decine di cime tra principali e secondarie. Stranamente non esistono relazioni su internet, ho trovato pochissime informazioni in giro, tra cui quelle di alcune guide alpine e indigeni vari, secondo i quali “dovrebbe essere possibile”. Tutti gli interpellati però stanno curiosamente sul vago. Dal Vioz ho fatto varie foto del versante ovest, dalla Val Maleda il versante est di Cima Verdignana 2938, che dovrebbe essere il punto più rognoso da attraversare. Di solito queste cose tendo a farle da solo “per non far soffrire inutilmente il prossimo” :),  ma stavolta non potrei avere compagnia migliore: le fortissime Gabi e Selig sono con me.


Alba sul Vioz salendo alla diga del Careser

Sveglia orrenda per tutti intorno alle 2.30, chi prima chi dopo: alle 3,50 raccolgo Gabi a Trento e alle 5 ci ritroviamo con Selig. Portiamo una macchina a Celentino, punto d’arrivo programmato, con l’altra saliamo fino al parcheggio sotto Malga Mare 1972. Partiamo giusti giusti appena rischiara, verso le 5.40, col bel sentiero 123 che porta alla diga del Caresèr m 2600. Vediamo molti camosci che corrono sui profili delle rocce da lontano, e che ci osservano perplessi: “Ma dove andranno questi qui?” sembrano chiedersi.


Un camoscio ci sorveglia perplesso dall'alto


La Presanella illuminata dal sole che sorge

Il panorama intorno è già strepitoso, il sole che sorge illumina le cime del Vioz, Palon dela Mare, Cevedale e Zufall. Vediamo perfino un’aquila che si alza in volo volteggiando sopra il lago. Dalla diga in poi finiscono per noi i sentieri ufficiali.


Cevedale (a sx) e Zufall

Ora si va di ravanage, si spera non troppo duro. Costeggiamo brevemente il lago quindi, con percorso libero, iniziamo a salire per facili balze verso il Ponte Vecchio. Qualche scarso ometto qua e là ci conferma di essere sulla strada buona. Vediamo la stazione meteo piantata da Nantes :)


Salendo al Cavaion, vista sulla diga del Careser


Silene


Verso il Passo di Cavaion

Poi gli ometti spariscono così come erano apparsi e, arrivati sotto a quello che crediamo essere il Cavaion, iniziamo a ravanare duramente su una pietraia infame di macigni mobili su un costone franoso.


La prima pietraia infame, e neppure la peggiore: sarà la prima di una lunga serie


Poker d'assi: Cevedale, Zufallspitze, Konigsberg, Ortles


Val di Pejo vista salendo al Cavaion


Evvai col ravanage...

Arrivati faticosamente sul crinale però ci rendiamo conto che non è possibile proseguire: da una parte c’è il baratro, dall’altra una cresta rocciosa accidentata con salti di roccia invalicabili. Ci abbassiamo allora per un po’ e iniziamo un traversone instabile sulle pietre, quando appare in lontananza il vero Cavaion!


Traverso su ghaione e pietraie arrancando verso Passo Cavaion

Ormai siamo in quota, avendo saputo era meglio salire dal vallone sotto, quindi continuiamo il traversone su sfasciumi fino ad una bella conca e in tempo più breve del previsto siamo su Cima Cavaion 3120. Primo obiettivo raggiunto! Poco distante la bella piramide di Cima Ponte Vecchio ci tenta, ma la strada è lunghissima e piena di incognite. Il panorama è da urlo: in cielo non un nuvola, le cime all’orizzonte sono un’infinità. La temperatura è gradevolissima, caldo ma con un filo d’aria rinfresca il giusto. Staremmo ore sulla cima a rimirare il panorama ma non c’è troppo tempo per lasciarsi andare a languidezze :)


Da Cima Cavaion un panorama sterminato


Cima Ponte Vecchio, sulla sx si intravede la Vedretta del Careser


Presanella e Carè Alto


Dolomiti di Brenta sullo sfondo

Da lontano vediamo la temutissima Cima Verdignana, sembra proprio brutta da attraversare: una serie di cime rocciose solcata da dirupi ripidissimi. Iniziamo la discesa dal Cavaion per la cresta SO, facile ma non banalissima, c’è il solito fondo instabile di pietre e ghiaioni. Arriviamo sulla bella dorsale pianeggiante del Colle di Verdignana col passetto di Stallaz. Nella bellissima conca sottostante ci sono dei cavalli al pascolo. Facciamo una breve sosta prima di partire all’attacco. Selig è fiduciosa, io molto meno, Gabi non si pronuncia :)


Verso Passo Stallaz - Colle di Verdignana


Dal Vioz al Cevedale, a destra la sequenza di laghi: Careser, Lago Nero, lago delle Marmotte


Discesa dal Cavaion verso cima Verdignana


Cima Verdignana versante nordovest


Dal Colle di Verdignana, pausa prima dell'attacco

Cominciano subito le rogne: saliamo per canalini franosi e sfasciumi e  incontriamo il primo salto di roccia invalicabile. Ci abbassiamo per provare ad aggirarlo. Giù di 100 metri e poi su per un alto faticoso canalino con pietre e pietroni che “partono” appena metti giù il piede. Arrivati faticosamente nei pressi della cresta, altro stop. Di qui non si passa. Giù di nuovo allora fin sulle pietraie sottostanti. Il problema è che da un canalino all’altro non si riesce a vedere nulla. Ci abbassiamo ancora di quota: da sotto ci appare abbastanza chiara la morfologia, purtroppo generale: una serie di canali verticali separati da costoloni rocciosi con salti di roccia. La cresta appare abbastanza inavvicinabile e, in ogni caso, impossibile da percorrere senza attrezzatura da alpinismo.


Prima si sale...


... e poi si scende, con le pive nel sacco e un fracco di dislivello perso


Si rifiata in fondo a una delle tante pietraie, sullo sfondo il Cavaion

Prendiamo allora la prima decisione saggia della giornata: lasciamo perdere l’avvicinamento da nord, proviamo a scendere di quota per aggirare la Verdignana ad est e attaccare da sud. Facile a dirsi, un casino da farsi! Sterminate pietraie infami ci attendono, con macigni e pietre di tutte le dimensioni. Super attenti a dove si mettono i piedi perché tutto è “mobile”. 


Altro traversone infame su pietraie, tentiamo di aggirare Cima Verdignana sul fianco est

Faticosamente facciamo un lungo traversone fin sotto un grande canalone e un costolone che punta dritto a quella che sembra Cima Verdignana. Guardando in alto  però passano presto gli entusiasmi. Un disastro di sfasciumi ma, quel che è peggio, sono le creste: una sequenza tremenda di cime, cimette, forcelle, salti di roccia, spuntoni, diedri, baratri. Qui la seconda saggia decisione della giornata: fanculo alla Verdignana! :). Anche perché queste continue digressione su per i canaloni per cercare un passaggio, e poi l’attraversamento delle pietraie infami, ci hanno fatto perdere un sacco di tempo.


Cima Verdignana vista da sud

A questo punto non c’è molto tempo da perdere in esperimenti, decidiamo di cercare di guadagnare in qualche maniera Passo Cercen. Il problema è che non ci sono sentieri né tracce, nulla di nulla, solo pietraie terrificanti. Proseguiamo comunque in costa con un ennesimo faticoso traversone su pietre, fino a scollinare un costone per affacciarci sulla Busa del Diavolo. Il terreno finalmente “migliora”, le pietraie lasciano un po’ di spazio a qualche costone erboso ripido. Scendiamo nella Busa del Diavolo e risaliamo il versante opposto fin sotto cima Vallon 2892, dove c’è una bella serie di conche con dei laghetti prosciugati. Rifacciamo il punto della situazione: guardiamo verso Cima Verdignana e vediamo l’incubo delle creste da sud, e ci diciamo che abbiamo fatto benissimo a non insistere, avremmo dovuto salire 400 metri di dislivello per poi scendere. Potremmo provare ora a risalire un ripido ma facile forcellone e tentare di scendere dal versante opposto a ovest, per andare a prendere il sentiero 140; ma questo vuol dire risalire salire a 2900 per scendere poi, sempreché sia possibile, fino a 2154!


Le creste di Cima Verdignana da sud


Le conche sotto Cima Vallon

Decidiamo di insistere sul nostro versante, il tempo ormai stringe e la strada è ancora lunga eterna. Guardiamo Cima Vallon poco sopra le nostre teste e le mandiamo un sentito vaffanculo :). Ci dirigiamo ora verso il crinale che si affaccia su Passo Cercen, sperando ardentemente di non trovare altre pietraie dall’altra parte. Quando arriviamo al passo urliamo quasi di gioia: ecco passo Cercen col sentiero che cala in una fantastica conca pratosa con mucche al pascolo.


Dopo un deserto di pietre vediamo l'oasi: il sentiero con Passo Cercen!


La discesa verso passo Cercen è punteggiata di Genziana germanica

La discesa è come al solito faticosa e ripida, ingentilita da migliaia di genziane germaniche, ma la vista del sentiero dopo chilometri di pietraie ci appare come un’oasi nel deserto. Facciamo finalmente una sosta su un bel praticello per tirare il fiato. Un’altra occhiata alle creste e scartiamo subito l’ipotesi di riprendere la cresta dal passo Cercen per salire la spettacolare ma ostica piramide di Cima Grande 2901.


La piramide di Cima Grande


Il meraviglioso pascolo sotto Passo Cercen

Ci tocca ancora scendere di quota, e di non poco. Dopo una mezzoretta riprendiamo il cammino, ci attendono ora quasi 700 metri di dislivello (!) per arrivare a Cima Vegaia 2890. Scendiamo ahinoi fino a quota 2250 quindi prendiamo il sentiero 132 che sale in costa verso la forcella del Cadinel.


Discesa per andare a prendere il sentiero 132: sullo sfondo Passo Cercen, Cima Vallon e Cima Verdignana

Salita lunga, la fatica comincia a farsi sentire (non per Selig, che praticamente è sempre davanti :), compensata in parte dal paesaggio meraviglioso su Val Cercena. 


Val Cercena con le malghe


Salita verso Passo Cadinel

Arriviamo abbastanza esausti a Passo di Cadinel 2730. Guardiamo la Cima Vegaia, sono solo 150 metri di dislivello ma la salita per cresta è, ancora un volta, impraticabile. Fanculo anche alla Vegaia! :D Oltretutto ormai non ci sarebbe più il “tempo tecnico” per tentare la salita da sud, molto più abbordabile: sono già le 17 passate e ci aspetta una lunghissima discesa.


Passo Cadinel con la Vegaia cresta ovest, anche questa impraticabile

Comunque l’obiettivo fondamentale di arrivare alla seconda macchina è ormai alla portata. A metà giornata quando ravanavamo inutilmente per sfasciumi perdendo ore, avevamo avuto dei seri dubbi ed avevamo congetturato mentalmente una via di fuga verso il fondovalle. Inizia ora la bellissima discesa dal Passo Cadinel, c’è una strana conca piena di sabbia che sembra quella del mare. Col sentiero 132 caliamo ancora di quota fino al Lago di Cadinel circondato da meravigliosi e vasti pascoli pianeggianti che risplendono al sole del tramonto: raramente ho visto posti così belli!


I meravigliosi pascoli scendendo da Passo Cadinel

Arriviamo al Baito Cadinel, molto bello dentro e fuori, con panorama strepitoso sulla Presanella, peccato sia in un uso ai soliti cacciatori. Sempre col sentiero 132 caliamo di quota con larghi zig zag fino a Malga Sassa. Sarà la luce del tramonto, i paesaggi meravigliosi, la vicinanza del traguardo, ma io sono estasiato...


Presanella al tramonto


Baito Cadinel

Da sotto Malga Sassa altro ravanamento per cercare il sentiero (non esiste uno straccio di indicazione), poi lo troviamo. Siamo ancora a 2000 metri e dobbiamo scendere a 1280!


Malga Sassa

La discesa è davvero lunga eterna, sbagliamo un paio di volte il sentiero ad alcune biforcazioni non segnalate, ma per fortuna ci accorgiamo subito. Arriviamo finalmente ai Masi di Cei e da qui, sempre per sentiero 132, arriviamo a Celentino dove abbiamo la macchina, che sono ormai le 20.30.


Tramonto a Malga Sassa

Tutto è bene quel che finisce bene. Col senno di poi avrei dovuto capire che quando non si trovano info su un certo percorso è perché non lo fa nessuno! Ora sappiamo che il percorso per creste è impraticabile per gli escursionisti “normali”. L’unico che forse potrebbe tentare qui nel forum è Nantes: il panorama è entusiasmante, ma non so quanto possa essere divertente affrontare un percorso così lungo per creste così tormentate. Nonostante il giro molto duro e con non pochi inconvenienti e cambi di rotta da gestire, siamo soddisfatti.


Il percorso visualizzato con Google Earth

Per tutti e tre è stata l’occasione per vedere posti nuovi veramente splendidi. Per finire, un ringraziamento a Gabi e Selig che mi hanno sopportato in questo giro un po’ strano e fuori dell’ordinario, davvero due gradevolissime (e fortissime) compagne di gita. Sviluppo km 26,5, dislivello circa 2000 m.

Panoramica a 360° da Cima Cavaion
« Ultima modifica: 08/09/2015 21:18 da AGH »

Offline Civolo

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Fantastico! Sagge le scelte che avete preso ed escursione piena di bei panorami! Con gite così chiunque sarebbe fiero di farti da compagno! :)

Offline gabi

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L’entusiasmo travolgente di Agh ci ha contagiato  :D. È stata una traversata con molte incognite ma alla fine si è rivelata bellissima  :). Panorami splendidi, compagnia piacevolissima e pietraie a gogò.
La salita finale al Passo Cadinel  è stata un po’ tosta  :P ma inevitabile se volevamo arrivare all’auto.
Grazie ad Agh per aver voluto condividere con noi questo giro  ;), per la relazione e le foto  :) e a Selig per averci aspettato pazientemente

Offline Alan

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Bel giretto!! :) Poi la giornata  :o

Offline radetzky

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complimenti innanzitutto x la cocciutaggine di tentare di svelare un mistero ! In effetti in trent'anni di val di Rabbi nessuno mi ha mai parlato della Verdignana e quel che si riesce a vedere, come avete poi toccato con mano, non lascia molte speranze. In quanto al perdersi in zona malga Sasso...mi risulta sia quasi normale anche per i locali..
Non ho capito però perchè non abbiate lasciato l'auto al Fontanino di Cellentino e non siate scesi da passo Cercen-malga Levi...

Bravi ! :D
quando che le pegore le va a destra.. mi vago a sinistra. e quando le va a sinistra mi vago a destra !

Offline edel

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Caspita che giro!! :o E' difficile anche trovare le parole per farvi i dovuti complimenti!!  :D
... per la determinazione ma anche per la resistenza fisica !
Le foto poi sono STUPENDE !  Bravissimi tutti!   :D

Offline PassoVeloce

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Ma bravi!!  ;) certo che AGH sei ben de coccio  ;D ...a suo tempo ti avevo pure mandato delle foto e qualche info riguardo alla possibilità di fare la cresta della Verdignana..ma hai voluto portarci lo stesso ste povere ragazze a ravanare!! ;D ahahahah dai comunque il passaggio nella Busa del Diaol è sempre affascinante perchè a parte qualche camoscio non ci gira nessuno!!la salita a cima Vegaia dalla cresta ovest è fattibile ma ovvio che avrebbe portato via parecchio tempo perchè scendendo poi verso nord-est il rientro si sarebbe anche allungato di un pò..
cmq in zona ci sono altre traversate interessanti  ;)

Offline radetzky

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..ma hai voluto portarci lo stesso ste povere ragazze a ravanare!!

..ed a sopportare quel teston del capo !
 ;)
quando che le pegore le va a destra.. mi vago a sinistra. e quando le va a sinistra mi vago a destra !

Offline AGH

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complimenti innanzitutto x la cocciutaggine di tentare di svelare un mistero ! In effetti in trent'anni di val di Rabbi nessuno mi ha mai parlato della Verdignana e quel che si riesce a vedere, come avete poi toccato con mano, non lascia molte speranze. In quanto al perdersi in zona malga Sasso...mi risulta sia quasi normale anche per i locali..
Non ho capito però perchè non abbiate lasciato l'auto al Fontanino di Cellentino e non siate scesi da passo Cercen-malga Levi...

"quel che si riesce a vedere" è ingannevole: dal vioz la dorsale sembra molto più tranquilla. Purtroppo è una visione frontale (e piuttosto lontana) quindi non si ha la percezione del ripido. Il bello è che studiando mappe e foto mi ero detto che se si doveva abbandonare la cresta, sarebbe stato meglio mollarsi giu per il versante ovest, cosa che però si è rivelata impossibile e siamo finiti sul versante est, che sapevo essere rognoso perché l'avevo e fotografato visto in precedenza dalla val maleda.

PS: cosa c'entra il fontanino di celentino? Quello è verso Pian Palù, noi avevamo l'auto a celentino. Una delle ipotesi se veniva tardi era scendere da passo cercen, ma poi il problema era recuperare l'auto a celentino. E pensa che inizialmente pensavo di lasciare la prima auto a ortisè, il che avrebbe complicato ulteriormente il rientro  ;D

Offline AGH

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Ma bravi!!  ;) certo che AGH sei ben de coccio  ;D ...a suo tempo ti avevo pure mandato delle foto e qualche info riguardo alla possibilità di fare la cresta della Verdignana..

hai ragione ma è passato troppo tempo e mi sono completamente dimenticato, anche rad mi ha aveva dato una info utile ma ormai, l'alzheimer... :D

Citazione
ma hai voluto portarci lo stesso ste povere ragazze a ravanare!! ;D

ragazze davvero eccezionali: mai un mugugno, un lamento, sempre positive e collaborative... ma questo era ed è lo spirito giusto per affrontare percorsi simili dove l'ignoto è l'elemento principale (poi una volta a casa chissà quante me ne hanno tirate dietro :D)

Citazione
la salita a cima Vegaia dalla cresta ovest è fattibile ma ovvio che avrebbe portato via parecchio tempo perchè scendendo poi verso nord-est il rientro si sarebbe anche allungato di un pò..

a vederla dal passo cadin la cresta ovest non sembrava tanto semplice, magari si poteva fare ma, come dici tu, avrebbe richiesto un sacco di tempo e ormai era troppo tardi.. Probabilmente era più semplice salire alla vegaia un po' più a sud, ci sono dei costoni affrontabili senza problemi.

Offline nantes

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tornato dalle ferie e vedo che alla fine l'hai fatta quella famosa traversata... sono stato sul punto di provarla la settimana scorsa ma avevo problemi per il rientro con una macchina sola...
Da quanto ho visto hai conosciuto Selig; la vedrò tra qualche giorno e mi racconterà di persona l'avventura (e sopratutto la descrizione particolare della cresta    ;) )

Come dici trovarsi sul posto è tutt'altra cosa che vederlo dal vioz, ma questo è il bello
bravissimi e audaci!

Offline AGH

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tornato dalle ferie e vedo che alla fine l'hai fatta quella famosa traversata... sono stato sul punto di provarla la settimana scorsa ma avevo problemi per il rientro con una macchina sola... Da quanto ho visto hai conosciuto Selig; la vedrò tra qualche giorno e mi racconterà di persona l'avventura (e sopratutto la descrizione particolare della cresta    ;) )
Come dici trovarsi sul posto è tutt'altra cosa che vederlo dal vioz, ma questo è il bello
bravissimi e audaci!

grazie, ma alla fine di creste ne abbiamo fatte solo una parte, bene fino al cavaion e poi giù al colle verdignana, ma da lì in poi era un macello. Alla fine abbiamo deciso di non insistere e saltare via la verdignana da sotto per provare da sud. Ma anche da lì era un mezzo massacro, anche se c'era un bel canalone che andava su...

lo vedi bene qui in foto, sulla sx
http://db.tt/2u0cuaaA

Abbiamo salito per un po' ma poi abbiamo rinunciato perchè la prosecuzione della cresta verso sud era ancora una volta impraticabile e avremmo dovuto salire e po scendere di nuovo

Offline Selig

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Eccomi qua!  :)
Questa giornata è stata l'occasione per conoscere Agh e ritrovare Gabi: due persone davvero eccezionali!
Grazie ad Agh che ci ha proposto questo itinerario ho potuto ammirare il mondo anche da questo versante!
Si tratta di una zona selvaggia, che non avevo mai avuto occasione di visitare, con attraenti vette di rocce friabili e con vallate verdeggianti indimenticabili.
Insieme ai due splendidi compagni di avventura ho trascorso una giornata memorabile tra verdi prati profumati, pietraie calde ed inaspettate, cielo blu intenso, sabbie morbide e colorate, cavalli che si rincorrono liberi, quarzo di un bianco incantevole... con il fragore sempre presente del ghiacciaio del Vioz che tumultuoso vive e si riversa in torrente nel Noce...
Una delle cose che ho apprezzato di più è che man mano che si continuava il viaggio, la cartina era sempre alla mano ed il tragitto continuva a modificarsi, era un "percorso vivo" che si adattava a noi, alla montagna, alla situazione che passo dopo passo ci trovavamo davanti: mi sono sentita una vera esploratrice!
Un caro saluto agli ottimi compagni: ho trascorso una giornata intensa, serena e allegra! Alla prossima  ;) Lu
« Ultima modifica: 20/08/2012 13:57 da Selig »
Luisa Tomasi

Offline Pietro

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Complimenti a tutti 3 per la megaravanata  ;D, gran bel giro con panorami stupendi.

Offline AGH

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Una delle cose che ho apprezzato di più è che man mano che si continuava il viaggio, la cartina era sempre alla mano ed il tragitto continuva a modificarsi, era un "percorso vivo" che si adattava a noi, alla montagna, alla situazione che passo dopo passo ci trovavamo davanti: mi sono sentita una vera esploratrice!

mi fa davvero piacere tu abbia apprezzato questo particolare aspetto: a molti questa incertezza costante dà decisamente sui nervi :))) Alcune mie amiche, che per ovvi motivi non porto certo a fare giri del genere, mi avrebbero preso sicuramente a sassate. A me invece piace un fracco affrontare l'ignoto, uscire dai sentieri battuti...