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La mapy.cz è realizzata coi dati OSM, la traccia è stata mappata da Andrea del Sarto 3 anni fa, la sorgente è il Parco di Paneveggio! Biognerebbe chiedere lumi a lui...
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Citazione
Scusa ma che mappa avevi sul telefono?
Utilizzo Mapy.cz di cui ho scaricato le mappe del Veneto, Trentino e Friuli, ossia delle zone che bazzico.

Citazione
sicuramente sono posti che battono in pochi
Certamente, per fortuna non le battono nemmeno le zecche -e di erba ce n'è molta-, considerato che quest'anno ne ho già tirate su anche a quote inaspettate.
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Scusa ma che mappa avevi sul telefono? Riguardo al resto: se stai sul sentiero principale da Miesnotta-Buse Malacarne-forcella Valcigolera, non hai grossi problemi, la traccia a tratti è un po' vaga ma intuitiva, inoltre dovrebbero averla messa a posto di recente. La traccia che scende a malga valzanchetta non l'ho mai fatta, ma sicuramente sono posti che battono in pochi, quindi non è improbabile che la vegetazione abbia preso il sopravvento. La forcella Bragarolo l'ho fatta diverse volte, ma sempre in discesa perché è veramente una gran rogna per il fondo cedevole, sassoso e instabile. Una volta c'era un sentiero SAT ma è in disuso da anni (c'è ancora qualche segno ma niente di più).
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26/06/2022

Giunto a forcella Ceremana dalle due cime del Colbricon troppo presto per tornare giù, avendo visto pochi metri sotto la forcella un sentiero verso destra che si inoltra invitante nella pietraia alla base delle verticali pareti delle cime di Ceremana, accendo il cellulare per controllare sulla mappa dove conduca.

Forcella Calcigolera e poi avanti verso forcella Miesnotta, che però è troppo fuori strada (ho l'auto nel parcheggio della Tognola: oggi c'è l'apertura dei percorsi per enduro e ho accompagnato un figlio a girare, dicendogli "via piano, torno nel tardo pomeriggio"). Tuttavia a metà è segnato un sentiero che mi raccorda con quello che risale la Val Zanchetta, la quale attraverso la omonima forcella mi ributta verso la malga Valcigolera, dove sono passato la mattina.

Aggiudicato, le forcelle sono tutte circa alla stessa quota, non ci sarà troppo dislivello.

Magnifica la pietraia verso la forcella Calcigolera, geometricamente divisa tra le più recenti pietre rossicce in alto e le più anziane e ricoperte di licheni pietre gialle in basso. Dopo la forcella una distesa di prati puntinati di fiori gialli (credo botton d'oro), tra i più belli che abbia attraversato: si scende dolcemente tra fischi di marmotte, ruscelli, piccoli laghetti. Un camoscio scompare svelto tra le pietre che sulla mia destra risalgono fino alle pareti delle cime di Bragarolo. La mappa del cellulare mi indica la zona come Buse Malacarne.

Poco più avanti dovrei incontrare il sentiero che scende dalla forcella di Bragarolo e non troppo oltre quello che devo imboccare per raccordarmi con il sentiero di Val Zanchetta.

Quando la forcella di Bragarolo è completamente visibile, mi chiedo come si possa scendere di lì; non si vede alcuna traccia se non, forse, ma proprio forse, un taglio diagonale dalle pareti verticali di destra verso i primi prati che risalgono da sinistra.

Qualche passo e raggiungo il punto dove il torrente delle Buse Malacarne si butta a sinistra scendendo verso la val Zanchetta. Ci sono due cartelli del parco di Paneveggio. Io devo proseguire ancora un poco in direzione della forcella Miesnotta. La traccia cambia, diventando più rocciosa.
Nel punto in cui dovrebbe esserci l'inizio del mio sentiero verso la Val Zanchetta c'è un mare di rododendri fioriti e più in basso una consistente pietraia gialla. Guardo, cerco, giro: niente.

Decido di tornare ai cartelli e seguire in discesa il torrente, giacché il sentiero che cerco, secondo la mappa sul cellulare, per un tratto più in basso lo costeggia. Poi ci ripenso e faccio la pensata geniale: "la forcella Valzanchetta deve essere quella tutta prati là in fondo, proprio davanti a me; ci arrivo passando a mezza costa per prati; magari saranno ripidi, ma basta evitare i possibili salti di roccia".

Al torrente comincio a scende in diagonale dapprima tra ripida erba alta, poi i primi rododendri e ginepri, poi la mia idea si rivela una fesseria: non mi resta che scendere secondo la via migliore. Interseco l'alveo secco di un torrente e ne sfrutto i massi per calare più agevole, quindi ritorno tra i primi larici, i rododendri e l'erba che mi nasconde dove metto i piedi: ci sono massi sotto e non bisogna finire nei buchi.

Improvvisamente un sentiero, con tanto di vecchio segno azzurro e un ometto. Viene dalla mia sinistra e scende verso destra. Il GPS mi dice che sono sul MIO sentiero. Mah! e dove l'ho attraversato più su? Lo seguo, faccio un tornate e puff, sparisce mangiato dall'erba; forse c'è il resto di un ometto più in basso, è un sasso solo sopra ad un masso. Comunque oramai sono quasi arrivato, sulla destra vedo i ruderi dei ruderi di una malga, Valzanchetta?

Non nascondo che sono da un po' preoccupato nel non riuscire a vedere il sentiero di Val Zanchetta; sul cellulare è segnato in rosso e mi aspettavo quasi una forestale. Per fortuna arrivo giù proprio davanti ad un segno bianco rosso Cai del sentiero 368 di Val Zanchetta: traccia in terra praticamente inesistente, ma ottima la tracciatura sui tronchi, finché ci sono, poi in alto tra i prati si dovrà andare più a naso, ma la direzione sarà scontata.

In qualsiasi caso non sarei mai tornato per dove sono sceso, sono quasi 400 mt di dislivello troppo ripidi per risalirli senza spomparsi.

Morale, se frequentate la zona tra Busa Malacarne e l'alta Val Zanchetta non aspettatevi di passare da un piano all'altro facilmente, salvo che non abbia io sbagliato, e forse, se scendete, potrebbe essere meglio seguire il torrente almeno per il suo primo tratto, circa fino a 2000/2020 mt di quota. Se fosse bagnato, potrebbe essere pericoloso, considerati gli ampi e pendenti tratti di erba.

Allego la foto della zona tratta da www.sat.tn.it abbastanza simile a quella che ho nel cellulare

e la scansione della analoga area tratta dalla carta dei Lagorai del 1984, che non avevo con me, nella quale i sentieri della zona appaiono, se ci sono, ben diversi nei tracciati:
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Notizie di montagna / Re:Orrore puro: zecche a 2600 metri!
« Ultimo post da kobang il 01/07/2022 11:56 »
Meglio così e grazie per l'approfondimento.
Ciò non toglie che le vere zecche si trovano ormai anche in alta quota o nei parchi pubblici....quindi le precauzioni sono importanti per tutti ormai
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Resto_Italia / Re:I numeri 2022 di Un’Idea
« Ultimo post da Locontim il 30/06/2022 20:42 »
Un'idea n. 63... Il Cammino!

Uno speciale sul Trek che porta a Santiago di Compostela, composto da due articoli... Da non perdere...
http://www.cralgalliera.altervista.org/63.pdf

Buen Camino
Maurizio
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Notizie di montagna / Re:Orrore puro: zecche a 2600 metri!
« Ultimo post da AGH il 30/06/2022 20:06 »
allora, indagando meglio, e chiedendo lumi all'esperta della Fondazione Mach, sembra non si tratti di zecche anche se sono sempre della "famiglia" degli acari. Cercando in giro e usando Inaturalist, sembrerebbe trattarsi del sottordine "Oribatida". Almeno non mordono, sono innocui
https://www.inaturalist.org/observations/123670589
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File pdf gita Aveto Giugno

Di seguito c'è il link
http://www.cralgalliera.altervista.org/LagoLame022.pdf

Buen Camino
Maurizio

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Notizie di montagna / Re:Orrore puro: zecche a 2600 metri!
« Ultimo post da kobang il 21/06/2022 14:09 »
Come tutte le "bestie" passate  quasi senza modifiche dalle ere preistoriche ad oggi,anche per le zecche il progetto iniziale deve essere riuscito molto bene!Questo sicuramente contribuisce a facilitarle nell'adattamento ad ambienti molto diversi....
L'aumento progressivo della temperatura in quota,assieme all'arretramento di ghiaccio e neve,sta portando il verde molto in alto e così salgono anche gli animali vettori delle zecche.
Certo la velocità di questi cambiamenti è più sconcertante che i cambiamenti stessi.....
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Notizie di montagna / Re:Orrore puro: zecche a 2600 metri!
« Ultimo post da bandurko il 21/06/2022 09:34 »
Sembrerebbe un ambiente ostile alla proliferazione delle zecche e alla loro sopravvivenza ma questo indegna a non abbassare la guardia praticamente mai.
Riguardo alla vaccinazione che ho completato nel febbraio 2020, non ho trovato indicazioni univoche sulla durata della protezione: ricordo che mi avevano detto di ripeterla ogni 5 anni (Asl nord-milano) ma in rete si parla a volte di ripeterla o ogni 3 anni (Asl Trento) oppure ogni 10 anni (sito svizzero).
OT: allego particolare curioso della foto pubblicata.
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