Il monte Cusna è la vetta più elevata dell'appennino reggiano, nonchè la seconda (dopo il Cimone in provincia di Modena) di tutto l'appennino settentrionale. E' un massiccio imponente, e viene chiamato anche "il Gigante" per via del profilo che assume le sembianze di un uomo disteso.
Esistono diversi sentieri che portano in cima, e uno dei più ostici è quello che sale dai 1290m di Pian Vallese, vicino il paese di Febbio, e che percorre tutto il crinale della montagna; in tutto sono 830 metri di dislivello, concentrati perlopiù nella parte iniziale.
L'escursione che sto per descrivere risale al 9-10 agosto 2010.
Io e 2 miei amici avevamo deciso di partire da Reggio verso le 14, in modo da cominciare la camminata entro le 16, e di dormire in tenda a 2100m. Avremmo approfittato della luna nuova per vedere da un'ottima posizione lo sciame meteorico delle Perseidi.
Prendiamo il sentiero 615, che sale tra le faggete facendosi via via più ripido, fino ad incontrare la conca glaciale del "Passone". Il cielo era completamente coperto, ma ormai eravamo decisi a salire: se il tempo fosse peggiorato improvvisamente avremmo potuto raggiungere il vicino rifugio Battisti.
Lì inizia il tratto più difficile, una salita costante e con pendenze notevoli che in un'ora conduce ai 1845m del passo. Appena arrivati, veniamo subito ripagati dello sforzo: il crinale del Cusna faceva da barriera alle nuvole che ci avevano accompagnato per tutto il tragitto, e a sud di questo spuntava un incredibile cielo azzurro spazzato dal vento. Il panorama era fantastico, con le nuvole che venivano respinte rapidissime e si fermavano sotto i nostri piedi a formare un mare bianco che occultava tutta la provincia di Reggio. E man mano che si proseguiva in salita lungo il crinale, la luce calda della sera creava un'atmosfera irreale, di una bellezza difficile da descrivere: alle 8 di sera, eravamo le uniche persone sulla montagna, al di sopra delle nuvole, con il sole che tramontava lentissimo sulle Apuane e colorava tutto di una luce arancione!
Il tempo di ammirare il panorama e di scattare qualche foto e sono già le 9 di sera; montiamo la tenda sotto la salita finale che porta alla vetta, dove il sentiero prosegue tra le roccette, dopodichè la notte fredda e ventosa ci offre uno spettacolo maestoso: il silenzio è rotto solo dal rumore del vento, e sopra le nostre teste c'è un unico mare di stelle, fittissime come non le avevamo mai viste. La via Lattea e le raffiche di stelle cadenti completano il quadro meraviglioso.
La mattina veniamo svegliati da un coro di marmotte fischianti, raggiungiamo in breve la cima e quindi ripercorriamo a ritroso il sentiero del giorno prima. Prima di rientrare, scattiamo qualche ultima foto alle marmotte della zona. (non ho molte foto in notturna perchè con la macchina compatta non ne valeva quasi la pena..).