martedi 24 settembre, viste le ottime previsioni metereologiche mi prendo un giorno libero.
Tra le varie ipotesi in cantiere opto per una traversata integrale del guppo Latemar partendo da Tesero in val di Fiemme fino al passo Costalunga poco sopra Vigo di Fassa.
Partenza dalla località
Bosedel, (circa 1000m) poco sopra Tesero; seguendo il sentiero 518, che si fa subito ripido;
sono solo, la temperatura è gradevole (9°C) e quindi decido di mantenere un passo “allegro”, dapprima risalgo un pascolo dove alcuni cavalli e un paio di asini mi osservano con uno sguardo curioso, poi il percorso entra nel bosco e sale fino alla costa delle Dolae, con ampi scorci panoramici versi il Lagorai;
con salita sempre sostenuta giungo nei pressi del sass Redon e incrocio un branco di camosci che appena mi percepiscono con quattro salti spariscono dalla mia vista, da qui finalmente il sentiero prosegue su terreno più ondulato verso la vetta del
Cornon o M.Cornacci (2189m). Mi fermo un attimo alla croce per osservare la lunga catena del Lagorai che termina verso le Pale.
Proseguendo lungo la costa con salita iniziale ma su terreno comodo, scollino una prima elevazione (Doss dei Branchi) e giungo al valico detto
“La Bassa” dove è situata una bella baita, molto accogliente, entro e ne approfitto per fare una piccola colazione, nel mio zaino non manca mai uno yoghurt e oggi mi ci vuole.
Il sentiero da qui prosegue e attraversa prati ondulati che un tempo erano adibiti a pascoli. L’imminente autunno si fa notare in tutte le sue sfumature, il cielo limpido, i pascoli tendenti al giallo-rosso, la solitudine del luogo.
Proseguendo raggiungo velocemente il valico de “
la Porta” (2100m), qui risalgo il costone che in breve porta alla cima del
Monte Agnello (2357m) dove trovo una stazione meteo.
Dalla cima una ripida traccia scende verso gli impianti da sci di Pampeago e prosegue scollinando il Doss Capel e scendendo al
passo Feudo ( 2129m).
Ora il sole inizia a darsi da fare, mi aspetta una bella salita e indosso subito una tenuta prettamente estiva; faccio scorta di acqua ad una sorgente (non ne troverò altre fino all’arrivo) e inizio la salita verso il Rifugio Torre di Pisa; supero una comitiva di Tedeschi (o Austriaci ?) e dopo un ultima rampa su terreno franoso raggiungo il
rifugio (2671m).
Sono poco più delle 11.00 ma, visto che il rifugio è aperto, una fetta di strudel con un succo di mirtilli non me lo faccio mancare.
Scollino e mi trovo davanti l’anfiteatro del Latemar, con la vista sulla lunga dorsale che mi aspetta; campanili del Latemar, Cimon, Schenon, Cornon, ecc... La giornata si è fatta cocente ma sotto sotto tira sempre una piacevole brezza; scendo e attraverso la pietraia marmorea dell’altopiano e dopo un ultimo strappo raggiungo la
Forcella dei Campanili (2684m). Qui il panorama sul Catinaccio e su Carezza è splendido, mi vorrei fermare un poco ma alcune comitive si preparano a percorrere la ferrata e per non perdere troppo tempo le precedo; la ferrata la conosco bene e data la friabilità della roccia voglio evitare di avere gente davanti a me (tra l’altro sono senza casco...)
giunto sotto il Cimon del Latemar, un po’ a malincuore decido di non fare la cima, la strada è ancora lunga e so che la risalita verso lo Schenon non è una bazzeccola; proseguo sulla ferrata e, dopo qualche passaggio un pò più “aereo” scendo verso la forcella dove è posto il
bivacco Rigatti (2620m).
Pausa merenda con alcuni ospiti neri e svolazzanti che appena mi siedo vogliono darmi una mano a finire quello che mi rimane di commestibile
La salita verso lo Schenon, come già recensito da Agh, non è segnalata e nemmeno facilmente percettibile, seguo qualche traccia in leggera discesa e poi alzando lo sguardo a destra scorgo un segno e una traccia che, man mano che risalgo diventa sempre più evidente; raggiunta la
cima Schenon (2802m) proseguo per tracce e passaggi non sempre semplici per la roccia friabile e un po scivolosa finché arrivo in vista della
forcella Latemar Piccola (2526m).
Il passo ormai è in vista, la giornata è ancora lunga ma non vedo l’ora di trovare un posto dove bere qualcosa di fresco quindi mi incammino velocemente lungo la ripida discesa che in poco meno di 1 ora mi porta a destinazione.
Qui, finalmente, dapprima reintegro i liquidi persi poi aspetto la prima corriera per Vigo di Fassa e da lì la successiva che mi riporta a Tesero.
In conclusione posso dire che un giro molto panoramico e variegato; come già detto da Agh nella sua relazione non facilissimo, richiede un passo sicuro in certi tratti, soprattutto nella parte finale. Mancano punti di rifornimento acqua e con una giornata come oggi ne ho risentito un poco.
Comunque l'energia che riesce a dare un ambiente simile ripaga ampiamente l’impegno richiesto.
In definitiva sono 25,4 km con un dislivello positivo di 2570 metri.