Autore Topic: [VIGOLANA] Becco di Filadonna m 2150 e Cima Vigolana m 2148  (Letto 5404 volte)

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Offline AGH

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In vetta al Becco di Filadonna

Stuzzicato dai bei reportage di Gabi in Vigolana, ho deciso ieri di tornare, a distanza di diversi anni, su questa bella montagna a pochi km da Trento. L'obiettivo non era tanto la cima, fatta diverse volte, ma vedere da vicino il grande pozzo carsico a SO di Cima Vigolana: la Busa della Caldera.

Con l'occasione avevo intenzione, partendo da Passo Sommo e salito il Becco di Filadonna, di prolungare il giro al Becco della Ceriola e rientrare da Malga Palazzo (giro abortito per tempo incerto). Dal Passo Sommo 1343 prendo la comoda forestale fino all'ex alberghetto, ora fatiscente, dove una volta arrivano gli impianti. Quindi per l'ex pista, segnavia 451, risalgo la ripida costa erbosa e quindi entro nella mugara dove il sentiero si snoda tortuoso.


Vista sulla Vigolana

Arrivo sul ciglio del versante e noto la diramazione del “Sentiero per esperti” Gentilini, mai fatto (chi lo conosce?). Proseguo e in breve sono sulla cima del Cornetto m 2060.


Salita per l'ex pista verso il Cornetto


Cima Cornetto 2060


Sentiero in cresta verso il Becco di Filadonna

Le nuvolaglie hanno già avvolto il Becco di Filadonna, che raggiungo dopo un lungo traversone sottocresta seguendo il sentiero 425. Sulla cima una visione orribile: c'è una ressa da metropolitana di Tokyo nell'ora di punta! Poi scopro che ho beccato in pieno il raduno della sezione Sat di Besenello :). Il sole va e viene, il panorama sulla Valsugana è nullo per nebbioni incessanti. Vedo il lago di Caldonazzo in uno squarcio improvviso per pochi secondi.


Cima Becco di Filadonna


Il Becco di Filadonna visto dalla sella ovest

Dopo una sosta dove attendo inutilmente una schiarita per fare almeno qualche foto, riparto col sentiero 450. Dopo un traversone risalgo Cima Vigolana 2148, quindi calo, con qualche passaggetto di 1° grado, fino a Bocca Lavinella 2045.


Cima Vigolana


Verso Bocca Lavinella

Qui vedo meglio il mio obiettivo, la Busa della Caldera, circondata da alte mugaie. Non vedo sentieri né tracce di avvicinamento, cerco di fissare nella memoria osservando dall'alto un punto di approccio meno ostico e scendo col sentiero 453.


Sullo sfondo lo Spizom, nella conca la Busa della Caldera, colossale dolina del diametro di circa 80 metri


Busa della Caldera

Arrivo come previsto in una splendida radura pratosa con larici sparsi, ma non ci sono sentierini o tracce, come speravo, che vadano verso la Busa della Caldera, nascosta da altissime mugaie pressoché impenetrabili. Dopo un po' di girovagamenti, mi pare di trovare un pertugio nella vegetazione, mi ci infilo e inizio il ravanamento, subito durissimo.


La bellissima radura nei pressi della Busa della Caldera


Inizia il ravanamento tra altissime e terrificanti mugaie...

So che la distanza è breve, quindi insisto districandomi tra mughi fitti e tentacolari, infilandomi in ogni buco possibile. Dopo vari giri viziosi, tentativi e avanti e indietro e scorticamenti vari, arrivo sul ciglio del pozzo, che però è parzialmente nascosto da altri mughi invalicabili. Riesco a malapena a fare qualche foto. Vedo il ciglio opposto, sembra sia possibile scendere a piedi ma è irraggiungibile da dove sono io per le cortine impenetrabili di mughi. Faccio un tentativo da sud, dove i mughi sembrano  meno fitti ma arrivato quasi sul ciglio  è impossibile proseguire.


L'unica foto decente della Busa della Caldiera, nell'unico punto avvicinabile che sono riuscito a raggiungere...

Direi che basta così, ora cerco di uscire da quel labirinto vegetale e dopo mezz'ora di tentativi riguadagno la radura di partenza. Faccio una sosta, il tempo peggiora, dovrei riguadagnare la bocchetta di Lavinella e riprendere il 450 e poi il 434 per il Becco della Ceriola. Aspetto un po' per vedere come si mette, nuvoloni scuri si addensano sulla Cima del Campigolet. Ok rinuncio. Inizio il rientro. Scendo col 453 per la bellissima valletta che conduce a Pozza Arionda 1752, dove una mandria di vacche sta ruminando sui bei prati verdi.


La radura a sud di Bocca Lavinella


Scendendo col bel sentiero 453


Scendendo verso Pozza Arionda


Nei pressi di Pozza Arionda


Ruminanti nei pressi di Pozza Arionda

Quindi proseguo verso Busa del Giaz, dove però sbaglio strada prendendo una specie di forestale ma mi accorgo ben presto dell'errore. Torno indietro e riprendo il 453 che con un lunghissimo traversone passa sotto la Terza e Seconda Cima, quindi arriva poco sotto al Cornetto.


Risalendo verso Busa del Giaz


La bella strada forestale verso Busa del Giaz


Traversone finale verso il Cornetto


Da sotto il Cornetto guardando indietro sul percorso fatto

Per evitare la stessa via dell'andata scendo col 425 fino nei pressi di Costila Paradiso, altra struttura che serviva gli impianti di sci. Prendo un “taglione” di strada pseudoforestale non segnata e poi scendo per l'ex pista fino a prendere la strada forestale che mi riporta a Passo Sommo.


Discesa per l'ex pista


Passo Sommo


Il percorso

Gran bel giro, assai poco frequentato a parte la cima del Becco di Filadonna. La riserva naturale di Scanuppia è davvero sorprendente. Molto belli i boschi e gli inaspettati pascoli. Terrificanti le mugaie. Affascinante la geologia di tipo "carsico" che caratterizza tutta la Vigolana, con doline e pozzi, tra cui l'Abisso Bosentino, uno dei pozzi più profondi d'Italia. 
Sviluppo del percorso km 22,5, dislivello 1350.
 
altre foto su
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« Ultima modifica: 26/06/2012 09:21 da AGH »