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Fauna / Re:L'orso in Trentino
« Ultimo post da AGH il Oggi alle 09:07 pm »
Se le migrazioni non sono avvenute in misura più consistente fino ad ora non credo che sia per l'assenza di corridoi che consentirebbero agli orsi di mantenere la residenza in una regione a statuto speciale ma perché nella loro zona il sovraffollamento non c'è, almeno dal punto di vista dell'orso.

questo è un punto di vista interessante, anche se non saprei dire quanto fondato. E' anche un fatto però che i corridoi non ci sono. Specie quelli che potrebbero permettere gli orsi di spostarsi nel trentino est (ma non ho idea di come si possano fare questi corridoi nella Val d'Adige iperurbanizzata
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Veneto / Re:[DOLOMITI DI ZOLDO] Pelmo mt. 3168
« Ultimo post da AGH il Oggi alle 09:04 pm »
Molto bello, complimenti. Ma per non attrezzano con qualche cordino d'acciaio i punti più brutti?
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Fauna / Re:L'orso in Trentino
« Ultimo post da bandurko il Oggi alle 09:00 pm »
questo è evidente, lo vede anche un cieco: MA non l'hanno minimamente considerato ai tempi del progetto perchè, ALLORA, faceva comodo rimettere gli orsi in zona turistica !
L'Adige + l'autostrada + la ferrovia (non fornite di passaggi orso come fatto ad arte a Tarvisio dove gli orsi entrano ed escono a piacimento !) hanno reso possibile il passaggio ad est solo di pochi ardimentosi (tre o quattro, se ben ricordo, che hanno saggiamente pensato di andare ad est) e tutti maschi, le femmine non si sono mosse dall'area

sarebbe una buona idea MA la vedo dura DOPO questa continua campagna contro l'orso !
Non sono così sicuro che i corridoi verso est possano rappresentare la soluzione del problema sovraffollamento. Il Trentino non è un isola e ha dei confini a sud, ad ovest e a nord lungo i quali ha possibilità di estendere il suo areale: alcuni esemplari sono sporadicamente arrivati fin nelle Orobie e in Valtellina. Se le migrazioni non sono avvenute in misura più consistente fino ad ora non credo che sia per l'assenza di corridoi che consentirebbero agli orsi di mantenere la residenza in una regione a statuto speciale ma perché nella loro zona il sovraffollamento non c'è, almeno dal punto di vista dell'orso.

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Veneto / [DOLOMITI DI ZOLDO] Pelmo mt. 3168
« Ultimo post da DDT il Oggi alle 08:44 pm »
Con un po’ di ritardo posto il report sulla salita al Pelmo, al momento la più bella ascensione mai fatta.
Abbiamo pernottato al Rifugio Venezia, per risparmiarci 400 mt di dislivello e poter partire all’alba.
Salita dal canalone della Fessura e poi per la fantastica Cengia di Grohmann; discesa per la cengia di Ball (la via normale): in mezzo 12 ore immersi in una montagna immensa, tra colori che solo la dolomia offre.
   
Dopo l’avvicinamento sul SV 472 dell’Anello Zoldano verso Forcella Stalulanza, lasciamo la traccia segnata per salire verso la Fessura: l’ascesa non è banale, in particolare nella parte superiore del canalone ci si muove su terreno disagevole (scoli franati, ghiaie mobili) o su roccia spesso sporca di ghiaino.
Poco prima di raggiungere la Fessura, la stretta forcella che separa il Pelmetto dalla spalla Sud del Pelmo, stacca sulla dx la cengia di Grohmann, una traccia quasi mistica che collega la Fessura al Vant, sospesa sopra un abisso di 700/800 metri.
L’esposizione, quasi sempre indiretta, è altissima; però si cammina normalmente tra le ghiaie, ovviamente con estrema attenzione perchè non ci sono margini di errore. Il 2° spigolo da aggirare è l’unico punto veramente delicato, ma chi è avvezzo all’esposizione lo passa senza problemi.
La cengia termina poi sul Vant, l’accesso alla cima, dove si guadagna quota velocemente tra ghiaie, gradoni e roccette. Sul margine superiore del Vant la vista si apre su Spalla Sud e Spalla Est e si capisce quanto è maestoso il Pelmo.
I numerosissimi ometti conducono sulla cresta tra la Spalla Sud e la Cima e poi in vetta, con la vista che spazia su tutte le Dolomiti ed oltre: indescrivibile.
Si torna per la stessa via dell’andata, solo che invece di prendere la cengia di Grohmann si prosegue in discesa sul Vant epoi, quando è chiuso da un salto di roccia di qualche centinaio di metri, si prende la cengia di Ball, la via del 1° salitore del Pelmo.
La Ball è una cengia rocciosa, percorsa abitualmente da quasi tutti gli escursionisti che tentano la cima ma non per questo facile: molto esposta, attrezzata con cordini di dubbia tenuta solo in alcuni dei punti più scabrosi.
Al termine della cengia si disarrampica su alcuni facili gradoni e quindi, ormai fuori dalle difficoltà e ritrovato il SV dell’Anello Zoldano, gli ultimi passi prima sul veloce ghiaione in discesa e poi tra i mughi riportano al Rifugio Venezia.

Alcune foto:


Pelmo all’alba


sul canalone della Fessura




il 1° tratto della cengia di Grohmann


Pelmetto


2^ parte della cengia, la più delicata


l’espostissimo spigolo dove termina la 2^ parte


nell’ultimo tratto della cengia di Grohmann


il Vant, la cima del Pelmo è al centro della foto


la Spalla Est, in 2° piano l’Antelao


Spalla Sud


l’ultima parte della salita


in vetta


dalla vetta: vista verso Lagazuoi e Tofane

 
cengia di Ball, il passo del Gatto


sulla cengia di Ball, ormai in vista delle ghiaie


15 Km, D+ 1400 mt. (dal/al Rifugio Venezia)

Fotoracconto:

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Gite in montagna in compagnia / Re:Mini raduno alla Baita Kobang?
« Ultimo post da Cipputiblog il Oggi alle 05:44 pm »
Perfetto anche per me...
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Gite in montagna in compagnia / Re:Mini raduno alla Baita Kobang?
« Ultimo post da Alex Bear il Oggi alle 02:29 pm »
Noi porteremmo su un paio di dolci...domanda..si arriva in macchina alla baita? Giusto per capire come organizzarmi con le vivande.
Sì, vai tranquillo.

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Alto Adige - Sudtirol / [ORTLES] Lyfispitze - Punta Livi m 3352
« Ultimo post da AGH il Oggi alle 02:20 pm »

Dalla vetta di Lyfispitze, sullo sfondo il Cevedale

Una bella serie consecutiva in Alto Adige: dopo Gr. Angelus 3522, Plattenspitze 3422, Orgelspitze 3305, anche cima Lyfispitze o Cima Livi m 3352 è spazzolata. Le ultime 4 cime sono nella splendida Val Martello :) 

E’ una serie di cime decisamente facili, anche se ovviamente vista l’alta quota e il dislivello bisogna avere un adeguato allenamento. La salita a Lyfispitze è elementare: dal Rif. Gioveretto 1880 in Val Martello, col sentiero n 10 si sale fino alla bella Malga Lyfi m 2165 (servizio ristorazione), quindi si prosegue per il magnifico vallone per praterie alpine che con successive balze e tratti ripidi porta fin sotto la cima, poco sopra i due laghetti a quota 3000 circa.


La salita verso Punta Livi, innevata dalla precipitazione notturna

La ripida salita dai laghetti

Neve e ghiaccio complicano la salita sulle ripide pietraie

Qui inizia la salita più dura tra pietraie non sempre agevoli. La situazione è complicata dalla precipitazione della notte precedente, che ha ammantato le pietre di neve e ghiaccio. Pochi centimetri che però rendono tutto molto scivoloso. Situazione prevista, per cui abbiamo portato i ramponcini che si rivelano utilissimi.


Nella notte precedente una nevicata ha reso le pietraie infide

La rampa finale

La salita è ripida ma facile, salvo l’attraversare tratti di pietraia dove bisogna prestare un minimo di attenzione; peraltro non ci sono tratti esposti e quindi si sale con la massima tranquillità fino a guadagnare la cima del Lyfispitze m 3552


Ultimo tratto verso la cima

Il piccolo capitello dedicato a Karl Gruber, morto sotto una valanga poco sotto la cima nel 2016

La rampa finale alla cima

Grandiosa la vista come al solito, a picco sulla vedretta e verso la Vedretta di Lasa, Cima Vertana e Angelo Grande a ovest, verso Punta Lasa a est. A sud la sequenza di cime da Gioveretto a Cima Marmotta con le loro vedrette candide.


In vetta!

Vista verso Punta di Lasa - Orgelsppitze

Dalla cima verso Vertana e Angelo Grande nascosto dalle nebbie

Vista verso il Cevedale

Il clima è piuttosto rigido, con un’aria fredda e a tratti gelida: nebbioni salgono da sudest impedendo a tratti la visuale. Dopo un’oretta scendiamo per la stessa via, con sosta più in basso sui prati nella speranza di rivedere il gipeto che avevamo visto l’altra volta nei pressi di Punta Lasa, che però non si farà vedere. Sviluppo 15 km, dislivello 1500 m.


Discesa a valle con vista su Punta Martello, Cime Venezia e Cima Marmotta

Zoomata sulle vedrette

Si torna verso Malga Livi nello spettacolo della luce del tardo pomeriggio

Il percorso
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Gite in montagna in compagnia / Re:Mini raduno alla Baita Kobang?
« Ultimo post da Succi il Oggi alle 01:17 pm »
Noi porteremmo su un paio di dolci...domanda..si arriva in macchina alla baita? Giusto per capire come organizzarmi con le vivande.
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Gite in montagna in compagnia / Re:Mini raduno alla Baita Kobang?
« Ultimo post da Pistacchio il Oggi alle 12:43 pm »
Io ancora non ho una risposta dal lavoro quindi non ho ancora la certezza di esserci.
Più avanti vediamo se possiamo fare condivisione auto?
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Da malga Terzolasa al rif. Dorigoni

La scorsa estate avevamo fatto il giro classico per il rif. Dorigoni ( http://cralgalliera.altervista.org/Flgd/Trentino016G.pdf ).

Il posto ci era così piaciuto che ho pensato di ritornarci con una via diversa.
Guardando, ho visto che l'Ente Parco organizza delle navette che portano in quota a delle malghe...
Quindi sfruttando tale possibilità (un po' complicato prenotarlo, dovendo passare di persona...) si è fatta la gita da malga Terzolasa al rif. Dorigoni (un paio di volte a settimana il pulmino arriva a malga Samocleva)

Il tracciato seguendo i contorni della montagna risulta alla fine lunghissimo, ma bello, regalando viste dall'alto molto caratteristiche.
Il ritorno avviene con la via classica, recuperando l'auto al parcheggio 'Al Plan' (Diff. E, disl. circa 600 m. 3h30 andata 2h30 ritorno, tempi guardandosi ben intorno...)

Alcune immagini:
http://cralgalliera.altervista.org/FolgEst17/1707Fi1PonteSospesoValRabbi.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/FolgEst17/1707Fi2CascateSaent.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/FolgEst17/1707Fi3FaticheSenzaFine.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/FolgEst17/1707Fi4RifDorigoniArrivoSuPonte.jpg

Buona visione
ciao
Maurizio
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