Post recenti

Pagine: [1] 2 3 ... 10
1
Grazie a tutti.
Conoscete qualche negozio on line dove acquistare abbigliamente in Event?
Grazie.
Zioriky
2
Grazie a tutti: ora è un po' più chiaro.
Vorrei chiedere a Max se acquista dal loro outlet ufficiale o da altri siti?
Grazie
Zioriky
3
L’Antola da Bavastrelli, lungo il ramo destro dell’anello del rifugio

Introduzione
l’Antola è una montagna molto conosciuta in Liguria che ha la particolarità di avere una infinità di accessi diversi. Ciò garantisce sempre gite differenti negli ambienti più vari, cosa niente affatto banale...

Accesso: Dalla val Bisagno, si risale la vallata sulla ss45. Si attraversa Torriglia e dopo si piega a sinistra su una stretta rotabile verso Propata. Si supera Bavastri e da Bavastrelli si parcheggia.

Periodo migliore consigliato:  maggio, giugno, settembre, ottobre

Descrizione sintetica:
Il sentiero inizia dalla strada, in corrispondenza di una pensilina per la fermata d'autobus, con uno slargo sulla sinistra, dove ci sono alcuni posti auto (caso mai non si trovassero i parcheggi, si può proseguire poco piĂą avanti fino a vedere, a bordo strada sempre sulla sinistra, altri spazi disponibili). Si sale, camminando tra le case del paese (920 m), con i simboli gialli della Fie. Si rimonta una larga pista con bella vista in retrospettiva sul lago del Brugneto. Si supera una prima fonte ("da Ciappa suena") e si entra nel bosco. PiĂą avanti, spicca, tra gli alberi in alto, la struttura del rifugio e poi si raggiunge una prima edicola votiva (capp.ta S. Antonino - 1135 m - 45').  In altri 5 minuti si è dai ruderi di Casa Boccaiosa (1170 m) con annessa fontana. Il bosco tende a diradarsi e si giunge dalla capp.ta Madonna delle Grazie (1245 m – 20’). Ora  bisogna abbandonare la traccia principale… nonostante sia un sentiero del parco, con tanto di  dĂ©pliant, sul terreno mancano le segnalazioni… le indicazioni evidenziano solo il ramo sinistro dell’anello del rifugio e la via diretta alla struttura del parco (dritti). Qui bisogna, invece, svoltare a destra su una trattorabile ben evidente e, all’inizio, in piano, ma, per 15 minuti, non si trova nessun segnale… Ciò comporta un minimo di ovvia difficoltà…  Si incrocia la pista che sale da Caprile e si gira a sinistra. I simboli riappaiono e si rimonta, in modo un po’ ripido, un bellissimo crinale tra prati e radi boschetti. La zona è denominata “il Ciuffo” e lo sguardo  arriva fino al lago del Brugneto. Piano piano si gode di una vista particolare sull’Antola… infatti, di fronte spicca il Cremado, il nuovo rifugio, l'ex rif. Bensa, la Cappelletta del Sacro Cuore (di recente ricostruzione) e la vetta… Quasi in cima, tra gli alberi, si nota una croce in ricordo di Marco Vigilia, ultimo gestore del rifugio Bensa, mancato per un brutto male nel 1995  (dopo di lui la moglie Elena  “Lolli"  tenne aperto ancora fino al ’97, prima della chiusura definitiva – fonte Rif. Parco Antola). Ci vuole un’ora per raggiungere la sella est del monte (1553 m)  e con un breve sforzo finale si conquista il punto alto 1597 m. Dopo una pausa, per ammirare lo splendido panorama, si scende dalla parte opposta, si sfiorano i ruderi dei vecchi edifici che un tempo animavano la zona e in 15’ si raggiunge il rifugio a 1460 m (tot. andata 2h45).
Dopo un gustosissimo gnam a prezzi contenuti e una ragionevole pausa  (3394874872 - info@rifugioantola.com  -  http://www.rifugioantola.com/ ), si riparte scendendo direttamente lungo la via piĂą veloce. L’ampio tracciato si sviluppa tra gli alberi, supera la fonte “du Ruindu”  e la sorgente della “valletta” (a quanto pare introvabile…) fino a chiudere l’anello, dal bivio non evidenziato, del mattino (35’). Si continua a scendere lungo la strada percorsa all’andata, rientrando in paese (55’).
In definitiva: disl. +680 mt  Dif. E  per  circa  4h15 Tot. piĂą tutte le pause x vedere i vari luoghi che si incontrano

 
Foto file pdf:
http://cralgalliera.altervista.org/BavastrelliAntolaSop018.pdf
http://cralgalliera.altervista.org/ScattiGallieraAntolax130Anni.pdf
 
Foto singole:
http://cralgalliera.altervista.org/1804B1SalitaDaBavastrelli.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/1804B2SalitaDaBavastrelli.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/1804B3Panorama.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/1804B4Neve.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/1804B5BavastrelliLagoBrugneto.jpg

Altre gite 2018:
http://cralgalliera.altervista.org/altre2018.htm
http://cralgalliera.altervista.org/anno2018.htm

Precedente visita in zona che riguardò  il ramo sinistro dell'anello del rifugio:
http://www.cralgalliera.altervista.org/antolabavastrelli.pdf

NB: in caso di gita, verificare, sempre, con FIE, Cai, eventuale Ente parco o altre Istituzioni, pro loco, ecc., che non ci siano state variazioni che abbiano aumentato le difficoltĂ ! Si declina ogni responsabilitĂ . Il presente testo ha solo carattere puramente indicativo e non esaustivo.

Info Sezione Escursionismo Cral Galliera:  http://www.cralgalliera.altervista.org/esc.htm 
gite 2018 al link:  http://www.cralgalliera.altervista.org/gite2018.pdf


4

Splendidi boschi e sentieri

In attesa che vada via la neve in quota, continuo l’esplorazione del Pinetano nei dintorni di casa. Dopo aver “scoperto” la bellissima zona boscosa del Doss di Segonzano, guardando le mappe vedo che è rimasta una zona inesplorata: quella sopra Valcava.


Valcava vista dai Sveseri

La partenza da Valcava

L’abitato di Valcava, specie l’inverno, mette i brividi solo a vederlo: sembra davvero l’ultimo posto in cui desiderare di abitarci, dove per mesi non batte quasi mai il sole. In primavera ed estate invece cambia completamente faccia: è una piccola frazione tranquilla immersa nel verde rigoglioso.


I sentieri principali, pur non essendo sentieri ufficiali sat, sono segnati da tabelle

Posteggio vicino alla chiesa, con l’idea di andare a dare un’occhiata alla lunga dorsale nord del M. Gac che digrada verso Gaggio. Dal centro della frazione, coi suoi vicoli strettissimi, prendo il sentiero tabellato per Piz Comboni. Dopo una discreta rampa nel bosco intercetto la forestale e la seguo compiendo un ampio giro verso nord. Quindi con un bellissimo traversone per splendide strade forestali mi dirigo verso sud ovest. L’idea è quella di andare a vedere un posto che sulla mappa si chiama “Ciliegio”, immaginando ci possa essere forse qualche albero monumentale.


Bellissima forestale nel bosco

Un altro tratto molto bello, in leggera discesa

Quanto però arrivo al bivio previsto, vedo una tabella con l’indicazione “Madonna dell’Aiuto”: decido quindi di allungare il percorso fino al Santuario. C’è un bel sentiero nel bosco che scende gradualmente di quota, seguendo in parallelo la strada forestale soprastante. Dopo un paio di km arrivo al santuario, e qui ho una brutta sorpresa che temevo molto: il vecchio tiglio secolare è stato tagliato.


In questa zona le forestali sono davvero splendide

Le forestali si alternano a tratti di sentiero: questo scende al Santuario Madonna dell'Aiuto

Il Santuario col tiglio brutalmente capitozzato

Probabilmente danneggiato da precedenti e incaute potature nel corso degli anni, la salute del gigante era progressivamente peggiorata fino all’anno scorso, quando c’era stato una specie di consulto per capire come poterlo salvare. Le prospettive non erano rosee, poi non avevo più avuto notizie. Ora il triste spettacolo di una brutale capitozzatura, con la quale il suo destino è quasi sicuramente segnato. Qualche ramo ha messo delle povere foglie, ma è difficile pensare che un albero si possa riprendere con simili mutilazioni al tronco principale e alle branche.


Quel che resta del tiglio secolare :(

L'interno del Santuario

Particolare di una statua a lato dell'altare

Il Santuario com'era

Fioritura di Clematide montana

Con un senso di mestizia riprendo il cammino, salendo per la forestale e tornando indietro sulla strada più in quota. Nei pressi della Val Carbonare trovo una lapide del secolo scorso, quasi illeggibile perché coperta da muschio, che ricorda Giuseppe Menegatti morto per un incidente sul lavoro nel 1930. Poco dopo ritrovo il bivio dell’andata e inizio a salire per una ripida e magnifica strada selciata nel bosco.


La lapide del secolo scorso

Maggiociondolo in fiore

Salamadra in Val Carbonare

Arrivato in loc. Ciliegio c’è una specie di maso ma nessuna pianta di ciliegio come avevo immaginato. Mi è venuto in mente allora che il selciato in dialetto trentino si dice "salesà", che forse qualcuno ha storpiato impropriamente in “ciliegio” (mappa Kompass) o “ciaresàr” come riportato dalla tabella. Chi lo sa? Bisognerebbe chiedere a qualche esperto di storia locale… una strada selciata in modo così certosino non è molto comune in Trentino, chissà che storia c’è dietro.


La bellissima strada selciata che sale in loc. Ciliegio

Loc. Ciliegio a 1100 metri di quota

Un baito in loc. Ciliegio nei pressi di una radura dove un tempo probabilmente esistevano coltivazioni

Il sentiero selciato

Ho provato a chieder lumi riguardo alla toponomastica all'esimio Livio Merler, che mi ha dato questa interessante dissertazione sul termine (se qualcuno ne sa di piĂą si faccia avanti...  ):

"Effettivamente le tue deduzioni potrebbero essere valide e pertanto sostenibili. Dalla parola italiana ciliegio si arriva infatti ai termini dialettali "ciaresar" "ciresar" "ziresar". Per storpiatura omofonica, naturalmente a ritroso, si potrebbe quindi giungere al termine "salesar". Ti preciso però che da quanto mi è noto i termini dialettali corretti per indicare un viale o una piazzetta di ciottoli sono "salesà " o "salasà" o " sarasà" , mentre le citate parole con terminazione "r" costituiscono il verbo che indica l'azione di posare i ciottoli. Altro termine derivato è anche "salasin" che vuol dire posatore di ciottoli, selciatore".

Riprendo la marcia ancora in salita sullo stradello selciato, purtroppo rovinato in alcuni tratti da orride gettate in cemento. Dopo aver superato alcuni baiti arrivo al culmine della dorsale dove intercetto una strada forestale.


Masso erratico nel bosco[/size]

Il sentiero che scende a Valcava[/size]

Vista verso Montesover

Quindi, ancora per sentiero (tabelle per Valcava) abbastanza ben tracciato ed evidente, rientro alla base chiudendo questo bel percorso ad anello. Sviluppo 14 km di lunghezza, dislivello circa 600-800 m contando i vari saliscendi. 


Una splendida felce

Conclusioni: un gran bel giro facilissimo per bei boschi; solo l'orientamento è piuttosto complicato perché si concatenano vari sentieri, strade forestali, tracce segnate male sulle mappe. Il solito gps del cellulare con una buona app cartografica come MyTrails, si rivela in questi casi davvero utilissimo.


Il Santuario della Madonna dell'Aiuto in un disegno d'epoca

Il percorso
5
Fauna / Re:Bollettino zecche in Trentino
« Ultimo post da mariot il 23/05/2018 09:46 »
Dove?

Inviato dal mio LG-H815 utilizzando Tapatalk

ciao,
se intendi il file che ho postato me lo aveva passato mio fratello che lavora all'UniversitĂ  di Udine
6
Fauna / Re:Bollettino zecche in Trentino
« Ultimo post da AGH il 22/05/2018 22:42 »
Dove?

Inviato dal mio LG-H815 utilizzando Tapatalk

7
Funghi / Bollettino funghi - ci sono o non ci sono? :)
« Ultimo post da AGH il 22/05/2018 09:14 »
E' ora!!!
8
Notizie di montagna / Tasso morto, servizio rapido della Forestale
« Ultimo post da AGH il 22/05/2018 08:32 »
Ieri nella consueta passeggiata serale una brutta sorpresa: ho trovato un tasso morto su uno stradello forestale :(((
Un bell'esemplare giovane, non aveva ferite visibili sul corpo. Per curiosità ho provato a fare una segnalazione alla Forestale (credo sia anche obbligatorio per chi rinviene fauna morta). Non ricordavo il numero, avevo in rubrica quello della Forestale di Baselga, che però ha risposto di essere fuori servizio e mi ha indicato il 112 o 115. Dopo il passaggio di un paio di operatori mi hanno dirottato, sempre rimanendo in linea, sulla guardia forestale che fa servizio a Brusago. Gli ho descritto il fatto, li luogo, lasciato nome e cognome, grazie e arrivederci. Pensavo che non venisse neppure, o forse passasse il giorno dopo. Sono rimasto nei paraggi a cercare qualche traccia per capire cosa potesse essere successo al povero tasso. Con mia sorpresa dopo circa 20 minuti dalla chiamata ho visto arrivare il pandino :). Il forestale, molto gentile, ha esaminato l'animale, forse morto di cimurro secondo lui, e l'ha portato via per farlo analizzare.

Il tasso è abbastanza difficile da vedere, perché è attivo al crepuscolo o nelle ore notturne. Avevo avuto modo di vederne diversi durante le mie escursioni in montagna, ma sempre per pochi secondi perché è molto elusivo. In questa circostanza ho potuto osservarlo da vicino e con calma, muovendolo con un bastone: piuttosto impressionanti le zampe con robusti unghioni. Non ho avuto animo di aprirgli le fauci per vedere la dentatura, che immagino altrettanto temibile. Il tasso è una specie protetta.
9
Fauna / Re:Bollettino zecche in Trentino
« Ultimo post da mariot il 22/05/2018 01:18 »
Trovato............ :) 8)
10
Fauna / Re:Bollettino zecche in Trentino
« Ultimo post da mariot il 22/05/2018 01:02 »
Se da un lato il DEET (N,N-dietil-m toluamide) è un ottimo insetto repellente non solo per le zanzare ma anche per le zecche,
per contropartita ha una tossicità che non è ancora stata studiata a fondo.
Purtroppo una parte del prodotto viene assorbita dal corpo attraverso la pelle e qualche studio indica che in tempi lunghi e in dosi
elevate può causare qualche problema. Infatti molte ditte lo hanno sostituito con con una nuova sostanza denominata "Icaridina" (KBR 3023) che non sembra avere nessuno degli effetti tossici della dietiltoluamide.

La permetrina, più che un repellente è un insetticida da contatto (causa la morte dell'insetto danneggiando il suo sistema nervoso), efficace contro zecche e zanzare; nei confronti delle zecche è più efficace della DEET. La permetrina non macchia, è inodore ed è resistente alla degradazione da parte della luce, del calore e dell'immersione in acqua. Applicata fino ad impregnare completamente i tessuti su abiti, zanzariere, tende e sacchi a pelo, rimane efficace per mesi e l'effetto del trattamento degli indumenti può persistere per numerosi lavaggi. Può essere utilmente impiegata in associazione alla DEET per prevenire le punture delle zecche.

Per quanto riguarda gli studi che attestino la sua efficacia ce ne sono molti. Dieci hanni fa feci una ricerca attraverso il
dr. Walter Oscar Pavan, M.D. del Centro di Riferimento Regionale per lo Studio e la Sorveglianza Epidemiologica della Borreliosi di Lyme
di Faenza
e il Prof. Giusto Trevisan della Clinica Dermatologica, UniversitĂ  degli Studi di Trieste, ma sinceramente non ricordo dove li ho messi.Vi posso comunque linkare due lavori, relativamente recenti:

1) http://old.iss.it/binary/cnsc/cont/Toma_2013.pdf

2)  http://amsdottorato.unibo.it/4717/1/aureli_sara_tesi.pdf

Pagine: [1] 2 3 ... 10