Autore Topic: Cima Ortigara, sentiero 206.  (Letto 37298 volte)

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Cima Ortigara, sentiero 206.
« il: 22/08/2011 19:11 »
Ciao montanari/e  ;) .
Sabato 20 agosto sono salito sull'Ortigara, soddisfacendo un desiderio che avevo da anni.
Parto dal parcheggio del maneggio appena fuori Olle alle 8,45. Davanti e sopra di me vedo dove dovrò arrivare, un pò spaventa.
Dopo pochi minuti il sentiero si inoltra nel bosco. Un avviso del comune di Castelnuovo dice che il sentiero è chiuso dal 20 maggio 2011 per frane sotto il Gravon dell'Ortigara. Vado comunque. Ho con me un libro tanto semplice quanto interessante riguardante alcuni itinerari nelle zone della Grande Guerra. Questo è il primo percorso che il libro indica. Mia intenzione è infatti di visitare anche i due cimiteri austroungarici presenti lungo la via. Dopo 45 minuti giungo al primo, attaccato a malga Civeron. Ripristinato pochi anni orsono dall'Associazione Zima Casternovo, il cimitero fa immediatamente comprendere quale sia l'importanza di questi luoghi. Mi fermo a lungo, il posto merita attenzione. Le nuove croci rappresentano i reparti e le compagnie i cui caduti sono qui seppelliti. Spuntino veloce, sono senza colazione per la fretta, e riparto. Il sentiero incorcia un paio di volte una strada forestale; incontro un auto che scende e si ferma. Scambio così due chiacchiere con un signore al quale chiedo lumi su questa storia del sentiero chiuso. Mi rassicura, dicendo che dallo scorso autunno non ci sono state più frane e che si può passare tranquillamente. Saluto e riparto, la salita continua senza soste finchè esco dal bosco e mi ritrovo su un sentiero che procede a zig zag, sempre al riparo dal sole. Sono ai piedi del Gravon, questo posto è spettacolare. In pratica è un canyon da risalire, con due pareti di roccia ai fianchi che man mano si restringono. Per terra solo qualche sasso fuori posto segnala che qualcosa è caduto da queste pareti, ma il sentiero è pressochè intatto. In questa giornata già così calda, il fatto di essere sempre all'ombra è una manna. (segue)

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Re: Cima Ortigara, sentiero 206.
« Risposta #1 il: 22/08/2011 19:14 »
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« Risposta #2 il: 22/08/2011 19:16 »
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Re: Cima Ortigara, sentiero 206.
« Risposta #3 il: 22/08/2011 19:18 »
ultime poi riprendo a raccontare  ;)

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Re: Cima Ortigara, sentiero 206.
« Risposta #4 il: 22/08/2011 19:30 »
(continua)
Il Gravon è impervio, ma dà grande soddisfazione. Dalla cima già si vede quanto sono salito, la valle è laggiù lontana, sono a circa 1500 metri di quota. Salgo ancora verso lo Stol del Prete, dove vedo il bivio  a sinistra per il bivacco Colazo, passando per la malga di Val Caldiera. Io proseguo per il 206 e il cartello dice "Ortigara 1 ora e 30". Un minuto dopo trovo l'indicazione della postazione di un mortaio austriaco; visito il luogo e vedo quanto quel posto fosse strategico.
Di lì in mezz'ora circa sono al baito de Medo, pronto per ricevere chi voglia bivaccare quassù, entro e vedo la stufa con i due letti di legno ai fianchi. Ben fatto e anche questo restaurato da non troppi anni. Superato il baito si trova una nuova biforcazione. A destra si sale al passo di Val Caldiera, a sinistra si segue una traccia che porta all'altro cimitero austriaco. Sono un pò affamato, decido che questa deviazione la farò al ritorno e quindi mi dirigo verso la cima.

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« Risposta #5 il: 22/08/2011 19:33 »
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« Risposta #6 il: 22/08/2011 19:35 »
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Re: Cima Ortigara, sentiero 206.
« Risposta #7 il: 22/08/2011 19:49 »
Alle 12,45 giungo al passo. La vista mi mozza il fiato. L'altipiano dell'Ortigara è magnifico, le foto che avevo visto non gli rendevano giustizia. Guardo verso cima Dodici, poi rivolgo lo sguardo al ben visibile cippo austriaco. Ora sì che sono del tutto dentro alla storia. Il primo luogo che si incontra è l'Hilfplatz, il posto di primo soccorso, riparato dai colpi, ma sul precipizio che guarda verso la ValSugana. Noto i cartelli con foto del Ecomuseo delle prealpi vicentine, che ben descrivono gli avvenimenti del giugno 1917. Salgo al cippo austriaco. Lo fotografo con rispetto, mentre noto la massa di persone salite dal versante asiaghese, tante e chiassose. Forse le 4 ore di solitudine e silenzio mi hanno viziato un pò. certo che almeno sui cippi si potrebbe evitare di sedersi, mangiare e bere, c'è molto spazio in giro. Ora è il momento di andare sulla cima dell'Ortigara e vedere la colonna mozza posta lì dagli alpini nel 1920. Anche lì gente che mangia e beve seduta con la schiena appoggiata alla colonna, riesco nonostante tutto a farmi fare due foto. Ora sì che posso mangiare come si deve e intanto osservare tutto intorno questi luoghi della memoria. (continua)

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« Risposta #8 il: 22/08/2011 19:51 »
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« Risposta #9 il: 22/08/2011 19:54 »
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« Risposta #10 il: 22/08/2011 19:55 »
Cima Ortigara
« Ultima modifica: 22/08/2011 23:47 da daniele73 »

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Re: Cima Ortigara, sentiero 206.
« Risposta #11 il: 22/08/2011 20:00 »
la trincea austriaca

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Re: Cima Ortigara, sentiero 206.
« Risposta #12 il: 22/08/2011 20:12 »
Visito la trincea austriaca e sul frontestante monte Caldiera ben si nota la trincea italiana. Sono qui da un'ora buona, è ora di scendere. Ritorno al bivio che a destra mi porta in pochi minuti al cimitero austroungarico dei caduti della Val Caldiera, ripristinato anche questo dall'Associazione Zima Casternuovo pochi anni fa. Altro momento commemorativo, favorito dall'assenza di chiunque altro. Questo versante sembra essere davvero sconosciuto, forse per via del sentiero lungo e faticoso. Lascio il cimitero, toh! altri 3 escursionisti. Non scendo dal 206, fa seguo una traccia appena prima del cimitero che scende velocemente e ripidamente di quota, fino a un bivio che a destra condurrebbe alla malga di Val Caldiera e al baito Colazo. Percorro quindi quel sentiero che prima avevo notato dall'altro fronte. Questa via si ricongiunge in breve al sentiero 206 all'altezza dello Stol del Prete. Rimane da scendere il Gravon e poi l'ultima parte. La discesa è lunga ma i nuovi scarponi di due misure più grandi sono super, i miei piedi son sudati ma stanno benone, le gambe sono indolenzite, ma si sopporta volentieri. Torno alla malga Civeron e qui compio l'ultima deviazione, per visitare la polveriera dove gli austriaci stivavano le armi con le munizioni; trattasi di una caverna, niente di più. Ora l'ultimo tratto di discesa, mezz'ora e alle 17,30 sono al parcheggio dove mi aspetta il fedele scooter.

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Re: Cima Ortigara, sentiero 206.
« Risposta #13 il: 22/08/2011 20:14 »
quasi le ultime foto  :D


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Re: Cima Ortigara, sentiero 206.
« Risposta #14 il: 22/08/2011 20:16 »
ultime, davvero