Posto alcune foto e brevi descrizioni di alcune salite fatte qualche settimana fa.
Cima del Grostè mt 2905 – traversata con salita da NE e discesa a S.
Bella ed atletica salita su roccia buona.
L’attacco è all’inizio del S.A. Benini, a 20’ dal Rif. Stoppani.
La via indicata abbastanza pomposamente come “alpinistica” è tutta segnata con bolli rossi e sale su gradoni, finchè arrivati sotto parete segue una cengia ascendente un po’ esposta.
Al termine della cengia si deve risalire un camino di 20 mt circa ben appigliato, non esposto, di roccia solida (II+ secondo le guide, valutazione sicuramente esagerata); presenti spit, anelli ecc nuovissimi per eventuale sicura).
Segue un ulteriore canale più facile che permette di sbucare sul largo pendio inclinato ben visibile dal Grostè, che si segue facilmente fino alla vetta.
Discesa sull’opposto versante, ritornando sui propri passi per qualche decina di metri per poi seguire gli ometti sulla dx faccia a valle.
Si disarrampica su una cannle-camino, ben appigliato e con roccia buona ma un po’ esposto; al termine con un delicato traverso di pochi metri si arriva nella forcella tra la spalla e la cima, si scende a dx su ghiaie e si incrocia in sentiero Benini poco prima della Bocchetta dei Camosci.
Il camino della salita NO a Cima GrostèCima GrostèVista sulla Pietra GrandeDiscesa dalla normaleCima Falkner mt 2999
Salita relativamente facile salvo alcuni passaggi franosi.
Proseguendo sul Benini verso le Bocchette Alte si aggira Cima Falkner su cenge fino al punto più alto del sentiero (ca 2920 mt).
Prima di una discesa attrezzata si nota sulla dx un ampio canalone: si abbandona il sentiero per salire il canalone sulla dx e poi sulla sx senza grosse difficoltà, facendo attenzione a non smuovere sassi e ghiaie.
Pochi metri prima di una forcelletta di cresta gli ometti portano a sx e superato qualche facile passaggio roccioso si è in vetta.
Ritorno per la stessa via.
Il canalone di salita a Cima FalknerVallazza, Roma e Val Perse dalla vettaCampanile di Vallesinella mt. 2931
Divertente arrampicata in cresta.
Proseguendo lungo il Benini si scende per un tratto attrezzato e poi si risale ancora su cenge
Giunti su un ampio terrazzo prima di aggirare la cresta del Campanile si nota una traccia sulla propria dx che sale a zig zag sulle ghiaie.
Al termine delle ghiaie si supera una breve fascia rocciosa e si giunge su un terrazzo inclinato delimitato a sx dalla cresta: senza farsi tentare dagli ometti che proseguono lungo il terrazzo conviene montare sulla cresta soprastante e poi seguirla fino in vetta con vari passaggi di arrampicata aerea (II) su roccia ottima.
Prima del castelletto sommitale, per superare una interruzione noi siamo scesi su una cengetta a sx per risalire subito dopo con un passaggio più atletico.
Ritorno per la stessa via.
Sull’articolata cresta del Campanile di VallenisellaCima Brenta dalla vetta; davanti e più bassa Cima SellaIn discesaCrozzon dei Mandrini, Gaiarda, Vallazza, Roma e Val PerseLa cresta del Campanile di Vallesinella salendo Cima SellaCima Sella mt 2913
Cima non difficile ma delicata per il ghiaino e qualche passaggio esposto.
Rientrati sul S.A. Benini si scende alla Bocca di Vallesinella e poco prima di trovare il bivio con il sentiero Dallagiacoma si lascia la traccia alzandosi sulla sx su ghiaie.
Ci sono tracce e ometti un po’ dappertutto, anche vecchi bolli rossi che però fanno salire per un canalino parecchio franoso. E’ opportuno scendere qualche decina di metri in più per salire al centro dell’anfiteatro di ghiaie perchè così risulta più semplice superare le roccette che portano ad un secondo terrazzo ghiaioso.
Da qui si piega in salita a sx (N) e per facili gradoni ci si porta sotto il castello sommitale, che va aggirato a sx dove un breve canalino e poi una cengetta permettono di arrivare a pochi metri dalla cima.
Ancora a sx, ormai nel versante S, per salire sulle ultime rocce della vetta.
Volendo è possibile percorrere tutta la cengia anulare sotto il castelletto sommitale e anche salire con le stesse difficolta l’anticima a O, di qualche metro più bassa: basta andare verso dx giunti al secondo terrazzo di ghiaie.
Ritorno per la stessa via.
Gradoni in salitaLa vetta principale dall’anticima OIn discesaCima Sella scendendo sul DallagiacomaTorrione di Vallesinella mt 2462
Bella cima in ambiente isolato nonostante la vicinanza con il “chiassoso” sentiero Tuckett-Stoppani.
Dal SV 316, 10 minuti dopo aver lasciato il Rif. Tuckett, a ca quota 2200 si stacca sulla dx una traccia in salita su un pendio di ghiaie e zolle.
Si risale tutto il pendio fino ad un pianoro costellato da grossi massi sotto una fascia rocciosa.
Seguendo ora gli ometti, la traccia permetto di superare facilmente la fascia rocciosa sulla dx, tramite un sistema di canalini e cenge fino a giungere su un ulteriore pianoro.
Qui si va a sx in direzione degli evidenti verdi sotto la nostra cima, in ambiente isolato e bellissimo.
La prima parte della salita è senza via obbligata, seguendo i passaggi più semplici per montare sulle varie terrazze erbose.
Quando i verdi lasciano spazio alla cresta rocciosa ci sono 2 possibilità: seguire tutta la cresta sul filo oppure aggirarla sulla dx con qualche passaggio un po’ esposto per poi salire un canale roccioso.
In ogni caso si arriva sotto la cuspide sommitale, il punto più delicato: 10 mt su placca ben appigliati ma esposti (II o II+).
Il libro di vetta della SAT è del 2009 e conta pochissime firme, quasi tutte recenti di alpinisti giunti in vetta da una via sulla parete O.
Ritorno per la stessa via facendo molta attenzione nel disarrampicare la cuspide.
Torrione di Vallesinella visto dal SV 316 Graffer-TuckettSalendo verso il 2° pianoroLa selletta dell’attacco alla via normaleLa cuspideIn discesa nella parte sommitale