Escursione di sabato 15 giugno 2013
“Matassone di Vallarsa, Rif. Coni Zugna, M. Zugna, Passo Buole, Doss dei Muli, M. Jocole, Cima Levante, Pala del Cherle, Capanna Sinel, Bocchetta della Neve, Cima Carega, Vallon dei Cavai, Ometto” è una bella traversata su sentieri e strade militari (con qualche variante)

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Lascio l’auto ad Ometto di Vallarsa (1030 m), nei pressi della galleria, dove la SP 89 sinistra Leno termina e percorro i 600 m che distano dalla fermata del pulman. La prima corsa parte alle 6.30 ma arrivo con 15’ d’anticipo per timore di perderla (la successiva passa alle 10.52)

. Il mezzo pubblico arriva puntualissimo e riparte facendo un bel giro turistico tra le varie frazioni. Alle 7.00 sono a Matassone (838 m), 9 km dopo Ometto.
Ometto di Vallarsa
Qui prendo il sentiero 118, passando sotto un portico (di fronte alla fermata). Salgo su sentiero ripido in mezzo al bosco che all’inizio sembra non dare respiro (complice l’afa estiva), ma a quota 1300 gli alberi diventano più radi e ampi scorci panoramici sulla Vallarsa e sul Pasubio rendono la salita piacevole. A poco a poco il sentiero si addolcisce e la vegetazione cambia.
Valle del Las (quota 1300 circa)
A 1600 m circa entro in una bella pineta, dalla quale esco scoprendo i ridenti pascoli di Malga Zugna. Attraversando prati verdissimi, in breve arrivo al Rif. Coni Zugna (m 1616), dove mi fermo per un caffè

. Fuori ci sono delle auto ma non vedo nessuno in giro, forse gli escursionisti sono già partiti (sono quasi le 9.00).
Dal rifugio prendo il segn, 115, passo davanti all’Osservatorio Astronomico, alla chiesetta e su comoda forestale arrivo ad un ampio pianoro, denominato Parco della Pace (un sito storico con testimonianze della Grande Guerra - un ex ospedale militare, un impianto per la raccolta dell’acqua piovana in una grande cisterna e un cimitero).
Rif. Coni Zugna (a destra) e Osservatorio Astronomico (a sinistra)
Chiesetta
Osservatorio Astronomico
Parco della pace
Ex ospedale militare (costruito dagli austriaci negli anni prebellici come caserma per le truppe, divenne un ospedale militare allorché passò nelle mani italiane nel maggio 1915)
La vetta dello Zugna (m 1864) è proprio lì vicina a 15’ circa. Passo davanti ad un baito che sembra un nido d’aquila sulla Val Lagarina e raggiungo la cima.
Baito
Osservatorio e croce sul M.Zugna (m 1864)

Il panorama dovrebbe essere a 360° ma la foschia rende miope la visuale

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Parco della Pace (a destra), nido d'aquila (a sinistra) e Val Lagarina
Torno al Parco della Pace, cammino vicino ad un ex cimitero di guerra

e scendo lungo il crinale di M.Zugna, dei Coni di Zugna, del M.Selvata e, poco prima di arrivare a Passo Buole vedo, sulla destra, un altro cimitero militare recentemente recuperato. Nei pressi di Passo Buole (1465 m) un obelisco e un sacello commemorano i fanti che difesero strenuamente la posizione nell’estate del 1916.
Qui arriva anche il sentiero 117, proveniente da Riva di Vallarsa e il sentiero 116 proveniente dalla Val Lagarina.

Scendendo lungo il crinale (uno sguardo all'indietro)
Nei pressi del M. Selvata
Verso Passo Buole
Obelisco ed osservatorio di Passo Buole. Nell'iscrizione si può leggere (a fatica): "Su queste sacre Termopili caddero e vinsero i Fanti Parmensi quando dal 19 al 31 maggio 1916 con tanto sangue salvarono Ala e la strada di Verona - i reduci e la cittadinanza parmense memori"
"Sacello a gloria eterna degli eroi di queste italiche termopili caduti nel maggio 1916"
Rimangono celebri le parole del Collonello Gualtieri, comandante del settore "Passo Buole": alle 16.30 di quella giornata campale telegrafò al Generale Ricci Armani, comandante della 37^ Divisione, e orgogliosamente comunicò "...non abbiamo ceduto di un passo"
Dalla baitella di Passo Buole procedo sul versante ovest di Cima Mezzana in direzione Malga Val di Gatto. Alla partenza avevo in mente di risalire la valle omonima ma a quota 1573 circa vedo sulla sinistra una piccola traccia che sale decisamente il costone. Provo a seguirla e dopo un po’ vedo anche un paio di segni rossi. Guardo la cartina e capisco che ho imboccato il sentiero denominato “Doss dei Muli”. Di tanto in tanto la traccia sparisce e mi faccio strada tra i mughi. Pian pianino prendo quota e comincio a vedere da lontano gli orrendi ripetitori del M. Jocole

. Nonostanze la loro bruttezza, sono un comodo punto di riferimento. Certo che questo camminare fuori sentiero porta via un bel po’ di tempo e comincio a mettere in dubbio l’esito finale della traversata. Mal che vada alzo bandiera bianca a Cima Levante e rientro per la Val Grande di Ometto (segn. 145)

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Verso M. Jocole
Dal M. Jocole (1875 m) scendo al Passo Jocole e da qui inizio un bellissimo percorso in cresta e su trincea.


Con un continuo sali e scendi giungo alla testata della Val del Gatto (lascio a sinistra il sentiero che scende alla località Trochetall )
Nei pressi della testata della Val del Gatto
e da lì salgo a Cima Levante (2020 m). Questo posto mi piace assai e mi fermo un bel po’ (per mangiare, leggere il libro di vetta, fare qualche foto e riposarmi). La meta finale è ancora lontana ma non ho fretta (il tempo è stabile, ho tante ore di luce e conosco bene il percorso). La temperatura è piacevolissima e intorno a me un grandissimo silenzio. Il mio pensiero va a Mau e a Raffi, sempre entusiasti di conoscere posti nuovi e che oggi idealmente mi hanno fatto compagnia in questa traversata solitaria.
Cima Levante 
Riprendo il cammino, scendo verso sud-est
Alcune caverne


passo sotto la Pala del Cherle (galleria)

incrocio il sentiero 108 (1860 m) e lo seguo fino a Capanna Sinel (1990 m)
Capanna Sinel (a destra), Bivacco Sat Ala (verde) e osservatorio con indicatore delle cime (a sinistra nascosto dai mughi)

salgo a Bocchetta della Neve,

a Bocchetta Grolle e quindi a Cima Carega (2259 m).


Dalla vetta scendo al sottostante rifugio per bere qualcosa e per salutare i gestori che conosco da anni

. All’interno solo un paio di persone ma per la sera sono attesi una 20-ina di ospiti.
Verso le 17.45 prendo la via del ritorno. Potrei fermarmi ancora ma salendo ho visto che lungo il canale di discesa c’è della neve e non so come la troverò. Ritorno a Bocchetta della Neve, prendo il sentiero 160

mi calo a Busa della Neve e poi scendo per il Vallon dei Cavai
Ci sono ancora dei tratti innevati e presto particolare attenzione. Conosco bene il percorso in salita ma è la prima volta che lo faccio in discesa.
La Pala dei tre Compagni
Uno sguardo all'indietro
Arrivata in fondo, percorro le Giare Larghe e arrivo ad una forestale che in 10’ mi portano ad Ometto (dove al mattino avevo lasciato l’auto

).
Sono presto le 20.00 e la mia traversata è giunta al termine

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Traccia
Profilo altimetrico
Cartine: Sentieri Pasubio _Carega, Sezioni Vicentine del CAI, segn. 118 – 115 – 108 – 160 e
Per sentieri e luoghi sui monti del Trentino. Prealpi Trentine Orientali vol.1. Autore: Editore: Euroedit
Dislivello: 1800 m
Distanza: 26 km
Punti d’appoggio: Rif. Coni Zugna, Rif. Fraccaroli
• Per il pulman (Ometto-Matassone-Rovereto), controllare gli orari perché a fine mese entra in vigore l’orario estivo