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Ciao, non demordo e se riesco ritento a breve che non pare esserci neve

Chiedo sempre se sapete dirmi se nella parte bassa riesco a chiudere l'anello per quella traccia che ho messo (vedi gpx pagina precedente), thanks!
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Lagorai - Cima D'Asta - Rava / Re:Ascesa al Monte Cauriol dal Caoria
« Ultimo post da AGH il 26/05/2022 10:57 »
Ciao, ottimo report grazie. Purtroppo Vaia ha devastato i boschi e anche la sentieristica e le strade forestali. In più la nuova viabilità forestale per esbosco schianti ha complicato ulteriormente le cose. Prima di fare escursioni è sempre utile dare una guardata alla mappa ufficiale SAT https://trentino.webmapp.it/#/main/map?map=14.14,11.6051,46.2202, che riporta (in teoria) i sentieri ancora inagibili. Non sempre il dato è aggiornato ma meglio di niente :)
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Lagorai - Cima D'Asta - Rava / Ascesa al Monte Cauriol dal Caoria
« Ultimo post da EmmMan il 25/05/2022 19:37 »
ASCESA AL MONTE CAURIOL DA CAORIA

Prima volta per me della salita alla cima del Cauriol. Partiti di buon ora, parcheggiando vicino al rifugio Refavaie. Seguendo la cartina fisica e da un app del telefono e anche qualche indicazione sporadica ci incamminiamo verso Malga laghetti, il sentiero ci pare subito non molto frequentato anche perché non incociamo nessuno tranne una comitiva di pensionati che superiamo poco dopo della partenza dal parcheggio, anche loro in difficoltà ad orientarsi visto la scarsità di indicazioni.

Malga Laghetti

Fino a malga Laghetti tutto sommato la camminata è tranquilla, poco panoramica anche perché dentro al bosco e gli unici scorci sono verso cima d’Asta, ma erano coperti da nebbia.
Il bello (si fa per dire) comincia proprio dalla malga, le indicazioni appena esistenti si confondono tra i schianti di Vaia e tra le stradine create per prelevare il legname, proviamo ad addentrarci comunque a vista lungo una pseudo traccia e grazie al GPS del telefono riusciamo a darne fuori per un po’ ad un certo punto la situazione si fa complessa e sia io che il mio amico non riusciamo a farci strada e capire dove andare, allora decidiamo di prendere una direzione pressoché dritta verso l’alto su per una scarpata e sperando di arrivare alla strada che è segnate sulla mappa.
Dopo 1 ora di tentativi riuscimmo ad arrivare alla strada, recuperato un po’ di speranza decidiamo di proseguire, il sentiero ovviamente è interrotto dagli schianti, sconfortati torniamo sui nostri passi e ritorniamo sulla strada forestale.
Dalla mappa la strada è segnata che si ferma poco più avanti, quindi pensiamo di andare fino dove termina per capire se c’è qualche indicazione, a farla breve, dopo vaia hanno creato delle nuove strade forestali (lavori faraonici, strade larghe che possono passare con 2 camion, con massicciate, scoli e quant’altro per consolidare)  quindi è diventato un labirinto e le mappe non sono ancora state aggiornate (se mai lo saranno), fortunatamente troviamo un indicazione ormai deperita e quasi marcia per la Chiesetta degli Alpini, quindi tentiamo il tutto per tutto e decidiamo di seguire le indicazioni.
Fortunatamente in qualche  modo riusciamo a raggiungere la chiesetta ripristinata recentemente dal Gruppo Alpini di Caoria, riempito la borraccia nella fontanella la vicino, ripartiamo.
Da lì il sentiero è segnato discretamente anche perché la tempesta Vaia ha colpito meno a quote più alte in quella zona, non contenti della fatica fatta, decidiamo di prendere la “Via Degli Alpini” molto panoramica e molto esposta e anche molto poco frequentata visto che non c’era segno di passaggio di nessuno da un po’. La maggior parte del percorso è dentro una trincea praticamente verticale che raggiunge la cima…



Il sentiero della  "Via Degli Alpini"si inepica a zig zag sulla sinistra dei ghiaioni


Parte in trincea della "Via Degli Alpini"


Alla fine dopo quasi 2 ore siamo giunti alla cima e da lì ci siamo goduti il fantastico panorama. Il grosso del racconto è stata l’ascesa come il titolo del post può lasciar intuire. Per il ritorno abbiamo preso la via degli Italiani che riporta alla chiesetta degli alpini, visibilmente più frequentata e meno impegnativa, poi per tornare a Malga Laghetti sapevamo cosa andavamo in contro e siamo andati a memoria all’incirca sul percorso che abbiamo fatto in salita, poi da lì è stata tutto in discesa in tutti i sensi…
Poco prima di raggiungere il parcheggio discutevamo tra noi dell’assenza di cartelli e “maledicendo” chi non avesse messo un cartello di impraticabilità del sentiero, la beffa è che il cartello di non percorribilità e di presenza di lavori forestali era presente ma noi nella foga di partire verso il Cauriol non avevamo notato. Tornato a casa, leggendo un post di questo blog, ho visto che altri si lamentavano della scarsità di indicazioni e segnavia anche prima della tempesta Vaia; lezione capita: Guardare sempre attentamente le indicazioni alla partenza e consultare il blog”
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Resto_Italia / Re:Da Caprile al Rif. Antola
« Ultimo post da Locontim il 21/05/2022 19:16 »
Da Caprile, ci sono due sentieri Fie che sono molto conosciuti, praticati e recensiti. In realtà, ne esiste pure un terzo, meno noto che porta verso il rifugio e la vetta, oggetto del presente testo. Il rifugio, dopo alcune gestioni con alterne fortune, è stato ben condotto e sicuro punto di riferimento per gli escursionisti della zona per alcuni anni da una coppia che, recentemente, è stata sostituita da altri due validi giovani….
 
Se volete ecco il file foto pdf, con un po’ di altre notizie:
http://www.cralgalliera.altervista.org/Caprile022.pdf
 
Buen camino!
Maurizio
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Multimedia montagna / Qualcuno riconosce i luoghi? (foto Grande Guerra)
« Ultimo post da AGH il 16/05/2022 10:00 »
La foto è del fondo Monelli e gira in rete senza attribuzione... Io non riesco a riconoscere posti noti, forse sono presi da una angolazione "strana"..  Qualche idea?
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Resto_Italia / I numeri 2022 di Un’Idea
« Ultimo post da Locontim il 13/05/2022 20:00 »
I numeri 2022 di Un’Idea


I numeri 60 e 61 di “Un'Idea per il fine Settimana” del Cral Galliera

Colgo l'occasione per segnalare che, finalmente e dopo un certo ritardo di cui ci si scusa, sono disponibili i n. 60 e 61 (!) di "Un'Idea per il fine Settimana"...

I file sono ai link:
http://cralgalliera.altervista.org/60.pdf
http://cralgalliera.altervista.org/61.pdf

Num. 60: La Campania flegrea e l’isola di Procida - Lunghi sentieri, nelle isole della primavera perenne… - Il Monte Verruga dal Passo Biscia - Il castello reale di Valcasotto, una storia lunga quasi un millennio... - Il bivacco Artuick: al limitare dell'alta montagna, ai piedi della val Gelada...

Num. 61: Lo speciale sul ‘Cammino’ delle Canarie

Altre notizie su:
http://cralgalliera.altervista.org/UnIdea2022.htm

Arretrati:
http://www.cralgalliera.altervista.org/UnIdea.htm

Buona lettura
Maurizio

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Resto_Italia / Il classico Quinto - Bogliasco...
« Ultimo post da Locontim il 11/05/2022 21:07 »
Il classico Quinto - Bogliasco...

Da Quinto a Bogliasco, lungo la via di breve/media lunghezza...

Breve resoconto
Il tempo incerto dirotta su un percorso costiero, collaudatissimo, che ha il vantaggio di garantire le migliori condizioni meteo possibile rispetto alla media montagna, nell’interno ligure… Il cammino, in prevalenza, è quasi tutto su creuze con poche difficoltà… le uniche sono legate al fatto che si soffre il primo caldo che unito all’eccessiva umidità finisce per stancare più del solito. La brevità e semplicità del tracciato sono quindi protagonisti.
In estrema sintesi. Dif. T - disl. 300 mt - 12 km (8+4 altri 2 per ritrovo A/R) - circa 3h30 (+30’ per ritrovo A/R). Comodità percorrenza: discreta/ottima.

Il file pdf con il racconto completo è al link
http://cralgalliera.altervista.org/QuintoBogliasco022.pdf

Alla prox
Buen camino!
Maurizio

NB.
http://www.cralgalliera.altervista.org/altre2022.htm
http://www.cralgalliera.altervista.org/anno2022.htm
dopo aver cliccato il link, premere F5 per aggiornare la pagina...
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Un insolito giro urbano a piedi tra Rivarolo e Sestri Ponente

Il resoconto
Creuze, viuzze, qualche strada, un breve tratto di sentiero… questi sono gli ingredienti della gita che ha un carattere prettamente cittadino…


Sono le 11.34 e, da una casa isolata (si legge via Rivassa 1), inaspettatamente, un rombo di tuono , seguito da altri, scuote la pace che regna nell’ambiente… il cielo è quasi sereno, ma, verso l’interno, sembra un po’ più scuro. Le previsioni per oggi, a quanto pare, erano di tipo indeterminato e variavano dal sole pieno a qualche goccia di pioggia, per tutti i siti consultati. È quasi comico il meteo.it : senza nuvole nella mappa generale per la giornata, però, guardando le possibili piogge, intorno alle 12 , c’è la possibilità di “brevi docce”. Così, potrà sempre dire di… non aver sbagliato… ! Al mattino, si sceglie di affrontare il rischio (minimo?!), dato il tipo di trasferta e il meteo apparentemente molto favorevole…


Il campanile in centro a Sestri rintocca le 13 e piove ancora. Si decide di rinunciare al rientro alternativo a piedi via Coronata (sarà per un altra volta). È il 1 maggio ed è tutto chiuso (o quasi), quindi si opta per prendere il bus 53, linea diretta per Rivarolo, ma, essendo una festività speciale, le corse sono limitate e bisogna aspettare le 13.30. Nel frattempo, si fa un incontro imprevisto con una socia del gruppo che cammina nel quartiere dopo le ultime compere...Terminati i saluti, il mezzo pubblico porta fino a piazza Pallavicini e, con un altra veloce sgambata di 15’, c’è l’auto che aspetta. In breve, con l’autostrada si rientra a Levante. Alle 14.40, finalmente, si possono gustare un bel po’ di mezzelune di magro con il sugo di noci… La giornata è completa!

In estrema sintesi.  Dif. T - disl.  200 mt - 8 km (+1 al ritorno) - circa 2h30 (+15’). Comodità percorrenza: ottima.

Alcuni scatti singoli
http://cralgalliera.altervista.org/2204A1ChiesaSantAmbrogioFegino.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/2204A2NaturaViaRivasa.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/2204A3CennoArcobaleno.jpg

Oltre al file Pdf con il racconto completo:
http://cralgalliera.altervista.org/RivaroloSestriPon022.pdf

Buon cammino
Maurizio
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Natura / La Val Fredda e "I Buchi del Ghiaccio"
« Ultimo post da AGH il 01/05/2022 19:12 »

Discesa verso il Lago di Lases

Talvolta è bello vagare senza una meta precisa, seguendo l’istinto. Così ho provato a seguire il Sentiero delle Grave che dall’Altopiano di Piné scende con un lungo traverso per un ripido costone verso il Lago di Lases. Dopo essere scesi per un bel po', per arrivare al lago si svolta per la Val Fredda, una piccola valletta che, come dice il nome, ha una singolare caratteristica: la temperatura si abbassa repentinamente e questo insolito fenomeno si percepisce distintamente inoltrandosi per appena poche decine di metri sul fondo della valle.


In fondo alla colata detritica, la Val Fredda

Così a naso, c’è uno sbalzo improvviso di 5-6 gradi in meno... Il microclima che si è instaurato è quello tipico dell’alta montagna, nonostante l’altitudine qui sia di soli 700 metri. Ma le sorprese non sono finite: un cartello segna la presenza delle “buche di ghiaccio”. In fondo a una lunga colata detritica di sassi, nel muschio che ha ricoperto le pietre si aprono delle cavità da cui esce un refolo d'aria fredda: talmente fredda da formare nelle buche del ghiaccio perenne! 
Questo singolare fenomeno naturale si deve a grandi masse d’aria che circolano nel sottosuolo all'interno del vasto ammasso di pietre, e che scendendo verso il basso creano delle correnti d’aria fredda. Qualcosa di veramente stupefacente!


La Val Fredda col suo particolare microclima ha una temperatura sensisbilmente più bassa rispetto ai dintorni

Il muschio ha ricoperto le pietre, in fondo alla valle le cavità che emettono aria fredda!

Il buco col ghiaccio anche in estate!

Eppure queste meraviglie naturali rischiavano addirittura di scomparire del tutto per l'opera di devastazione delle cave di estrazione di porfido.
Dal sito http://www.areeprotette.provincia.tn.it/.../pagina25.html
Il Biotopo "Lona-Lases" comprende 3 aree tra loro spazialmente separate e molto diverse sotto l'aspetto degli ambienti presenti. Si tratta degli ultimi "lembi" sopravvissuti di una particolarissima situazione ambientale che un tempo esisteva, ben più estesa di oggi, attorno all'abitato di Lases e al lago omonimo. L'attività di estrazione del porfido, che proprio in questa zona del Trentino ha il suo principale centro produttivo, ha irrimediabilmente distrutto gran parte di quella straordinaria situazione ambientale. I tre lembi oggi protetti sono solo minime porzioni scampate alla distruzione, e per la loro tutela si è resa necessaria una disputa durata anni con i proprietari delle cave, che volevano utilizzarli come discariche per gli scarti della lavorazione del porfido.


Sulla riva del Lago di Lases

La Val dei Paludi

Il rigoglioso canneto

La riva nei pressi dell'abitato di Lases

Lo scempio delle cave di porfido

Le tre aree che compongono il Biotopo sono la Palude di Lases (chiamata anche "Palù dei Sfondroni"), la Val Fredda con le "buche di ghiaccio" e il Palù Redont.
Da Lases sono poi tornato in quota per varie forestali e tracce di sentiero fino quasi al Lago delle Rane, per poi scendere fino alle Grave Alte, sotto le quali avevo parcheggiato l'auto. Un giro molto bello e tuttosommato senza particolari difficoltà, tranne l'orientamento che è piuttosto articolato e reso un po' ostico dalla mancanza di chiare indicazioni. Lunhgezza circa 11 km, dislivello circa 600 metri.


La passeggiata lungo la riva

Mappa del percorso, notare i versanti "rasati a zero" da Vaia

Il paesaggio "lunare" dopo la devastazione di Vaia

Il percorso
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Ciao South.. in effetti non gira molta gente su quei sentieri e così non è difficile incontrare camosci e caprioli.Dopo quel giro ho ripetuto anche il più corto anello che sale lungo il sentiero attrezzato (piccolo tratto con cordini) 222 e scende per il 225.
Prima o poi farò breve relazione.Sono sentieri molto ripidi,a tratti esposti,ma più che altro con fondo molto infido in diversi tratti....
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