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Girovagandoblog

Escursioni in Trentino – il blog del forum girovagandoinmontagna.it

Gli altoatesini sono (troppo) avanti

| 7 commenti

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Rifugio “Schuster Hütte” in Val d'Ultimo

Il micro rifugio “Schuster Hütte” in Val d’Ultimo

Dopo la lunga discesa dalla cima di Hasenohr – Orecchia di Lepre m 3257 in Val d’Ultimo (Alto Adige), ci siamo fermati al caratteristico rifugio “Schuster Hütte” a quota 2310 metri. Il rifugio è in una posizione fantastica e panoramica, in cima ad un grande pascolo dove non ci sono strade, impianti di sci e neppure teleferiche. Solo un sentiero. Tutto è trasportato a spalla, con diversi viaggi, con delle grosse gerle.

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Paesaggi bucolici

E’ gestito da una simpatica famigliola: due coniugi verso la sessantina e i loro tre figli, uno adulto e due ragazzini. Il rifugio è stato ricavato da due piccolissime baite appaiate e col tetto a punta, con dei tavolacci di legno all’esterno. In una baita c’è una piccolissima cucina, nell’altra due panche con pochissimi posti a sedere. Ovunque ci sono addobbi di fiori, sculturine in legno scalpellate sommariamente, strane radici contorte con sembianze di volti e folletti. Ad ogni tavolo c’è un pezzo di legno con infilati un po’ di fiori d’erica e un rametto di cirmolo. Sembra quasi un rifugio da cartone animato, uscito da una fiaba. Una meraviglia!

Rifugio “Schuster Hütte”

Rifugio “Schuster Hütte”

A pochi metri dai tavoli, pascolano placidamente delle giovani mucche che rendono l’atmosfera ancor più agreste. L’atmosfera è rilassata e famigliare, tutti chiacchierano sottovoce e sono di ottimo umore. Davvero piacevole.

Atmosfera famigliare e rilassata

Atmosfera famigliare e rilassata, niente musica a tutto volume né bambini che urlano nelle sabbiere coi giochi di plastica

I gestori ci riconoscono (ci siamo salutati la mattina presto quando siamo passati mentre erano al lavoro alla malga sottostante), si fanno altre chiacchiere e ci chiedono, in buon italiano, com’è andata l’escursione, com’era il tempo, il panorama eccetera. Si meravigliano che abbiamo salito la cima e ancor più che siamo partiti da così lontano (io dal Trentino e la mia amica addirittura dal Veneto). Un ospite del rifugio, un tizio mai visto prima, si siede al nostro tavolo per offrirci un bicchiere di vino. Mangiamo del buon pane a fette con speck e poi un caffè fatto con la moka.

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La microscopica cucina

Insomma siamo andati via proprio contenti e soddisfatti, affascinati da questo micro rifugio dall’atmosfera cordiale e gentile. A volte si riesce davvero a fare turismo con pochissimo: due vecchie baite e ristorazione alla buona. Pensiamo anche che un rifugio così, da noi, sarebbe impensabile. Semplicemente perché delle baite così non esistono. Ma, ancor di più, sarebbe comunque impossibile perché l’italica burocrazia avrebbe raggiunto anche in quota gli improvvisati ristoratori per imporre leggi, regolamenti, norme UE e tutte le pastoie che paralizzano ormai qualunque iniziativa privata, specie quelle più originali e intelligenti come queste che sono una ricchezza del territorio e del turismo.

Non so perché ma a me è venuto in mente come è stata “valorizzata” Malga Stramaiolo, sull’Altopiano di Piné in Trentino, che vedete nella foto qui sotto. E mi veniva da piangere. Tutto quello che volete: altro mondo, altro contesto, altra cultura ma loro, gli altoatesini, sono davvero troppo avanti. Ma secondo voi, in una società massificata cosa cercano ancora i turisti, le differenze delle micro realtà come quelle altoatesine, o le malghe trasformate in assurde e demenziali palazzine?

Altopiano di Piné: l'ex Malga Stramaiolo a 1600 metri trasformata in orrida palazzina

Altopiano di Piné: l’ex Malga Stramaiolo “valorizzata”

Autore: Agh

Content manager portali turismo e montagna, fotografo, cameraman

7 commenti

  1. Ripropongo il commento lasciato in altra sede: sono troppo avanti perché hanno avuto il coraggio di “restare indietro”.

  2. chissà quanto resisterà questa baita e la Val d’Ultimo, non ancora raggiunta da un forte turismo, purtoppo l’alto adige è sempre più pieno di ex Malghe Stramaiolo..

  3. Pingback: ci.piace | 15 giugno 2013 | racconta e discute di montagna e alpinismo

  4. fra le altre innumerevoli motivazioni al loro poter fare…sono governati da Bolzano = montagna e non da Venezia = mare
    Carlop

  5. Anch’io mi sono più volte chiesto se ciò che vedevo all’estero fosse stato possibile qui da noi ( recupero antichi forni per il pane, mulini, malghe ecc ecc.) ma la risposta è stata al 99,9% no! proprio per la burocrazia e assurdità varie…
    Che dire dell’ex Malga Stramaiolo “valorizzata”… non so come fosse prima, ma di sicuro non uno scempio del genere! Credo che sia il momento di cambiar mentalità e sperare in un miracolo verso chi “valorizza” il territorio come hanno valorizzato l’ ex Malga Stramaiolo, facendogli capire che non è così che si fa! A quando capiremo che non è con mega investimenti o chissà quali opere si valorizza il territorio? Una mia ricetta? 1° con le persone 2° con l’ amore per la propria terra 3° con le piccole cose 4° con le tradizioni (non dimentichiamole e non dimentichiamo la nostra storia). I grossi investimenti lasciamoli per recuperare ciò che abbiamo abbandonato e soprattutto dimenticato (castelli, chiese, aree archeologiche…). Il Rifugio “Schuster Hütte” e’ un esempio da seguire.

  6. Ignoranza, incultura, interessi di questo e quello, è purtroppo un mix micidiale che produce gli scempi che vediamo tutti

    • Sono convinto che stiamo distruggendo uno dei paesi più belli al mondo, solo che sinceramente non so come poter invertire questa tendenza assurda.
      Provo grande sconforto…

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